martedì 31 dicembre 2013

Il cinico pensiero di Capodanno

Capodanno.
Chebbèllecòse.
Di base lo odio.
E non per fare la finta alternativa e la controcorrente come quelli che detestano il Natale.
No.
Perchè il Capodanno è come l'ansia da prestazione.
Vorresti fosse bellissimo per forza, ma già sai che 10 a 1 non sarà all'altezza delle aspettative di nessuno.
Bisogna divertirsi per forza.
C'è chi lo fa passando il tempo in posti dove normalmente non avrebbe messo piede.
Chi ovunque sarà farà finta di divertirsi tantissimo comunque vada.
Chi si sbronzerà fino all'oblio.
Chi lavorerà.
Chi starà in mezzo a gente che di norma non frequenta e forse non avrebbe nemmeno voluto frequentare mai.
Chi si organizza con mesi di anticipo.
Chi non organizza perchè chissenefrega, come me.
Intelligente come le partenze il 15 d'agosto a mezzogiorno.
Perchè per te il Capodanno è un giorno normale, come il 7 Giugno.
Ma non è il 7 Giugno.
Che se poi cadesse in questa data sarebbe tutto più facile, diciamocelo.
Quindi non organizzarsi e fregarsene prevede che prima o poi tu ti debba comunque organizzare.
Magari la mattina del 31 alle 9.00.
Magari la cosa ti fa fumare 4 sigarette per colazione.
Ti trovi a dover metter d'accordo le parti e il tuo cervello.
Poi alla fine c'è la conclusione.
Serata organizzata.
E davvero chiessenefrega.
Contano le due persone in mezzo a cento che sta sera saranno lì con me.
E ci sono.
Anche il 7 Giugno.
E tutti gli altri giorni.


Per il prossimo anno però, qualcuno mi organizza tutto, mi benda e mi dice tanti auguri a cosa fatta?
Perfavore.

Tanti auguri Voi!


- ' Cosa fate a Capodanno? '
- ' Schifo. '
    A.
















domenica 29 dicembre 2013

Avanti il prossimo

Natale è passato.
Arriva lo step successivo.
Anno nuovo, vita nuova.
Certo.
Mi sono ripromessa di stilare i buoni propositi per il 2014, per iscritto e non solo nella mia labile testolina come tutti gli anni.
C'è solo un problema.
Oggi è riaffiorato il senso di disagio.
Quello verso le ripetitive e petulanti vicissitudini della mia vita.
Che poi vicissitudini è un complimento.
Sono situazioni non avvenimenti, perchè sono ferme lì come monoliti da quando ho memoria.
Non succedono,stanno.
Quindi di buono, al momento non mi viene in mente molto.
Potrei dire che vorrei cominciare questi prossimi 365 giorni credendoci.
Credendo in me, in primis.
Nel fatto che non è obbligatorio che la mia vita debba essere sempre così solo perchè lo è quasi sempre stata.
Che posso avere culo.
Che si puo' dormir bene la notte.
Che c'è la possibilità che le cose cambino.
Che io possa smetterla di condizionare ogni mio gesto, anche il più piccolo, in base a questa fottuta situazione.
Che si puo', insomma.
Potrei anche ripromettermi di chiudere tutti i cerchi, seppellire il passato in armonia.
Senza portami valigie piene di rabbia/rancore/paure (cosa che sto già cercando di fare, ma si puo' sempre far di meglio).
Potrei giurare a me stessa di iniziare l'anno come se fosse davvero tutto nuovo.
Ma la verità è che ho pochi veri propositi e un solo vero pensiero.
Che l'anno prossimo, alla soglia dell'  ' Anno nuovo, vita Nuova ' io possa sperare che la mia vita nuova resti identica.



- ' Dobbiamo fare la lista dei buoni propositi per il 2014...'
- ' Io non ne ho. E' il 2014 che deve avere dei buoni propositi per me.'
    G & O


























martedì 24 dicembre 2013

Qualcosa è cambiato

Poche righe.
Una mail.
Un nodo che si scioglie.
E' simile a un magone, ma non c'è tristezza.
Due lacrimoni.
Solo due.
Hanno il gusto della malinconia.
Ma una malinconia dolce, che scalda.
Che ti dice piano che non è stato tutto sbagliato.
Il cerchio è chiuso.
E io sorrido.
Buon Natale.
A chi vuole.


- ' Ah quindi se finisce il mondo il 21, lo facciamo lo stesso l'albero?'
   Madre 21.12.12



lunedì 23 dicembre 2013

Wishlist ossia a Natale devi, non è che puoi

Bene, è arrivato il momento.
So che è molto che non ti scrivo.
Ma so anche che non hai potuto non sentire i miei desideri pensati fortissimo per anni, un po' a tutte le ore del giorno e della notte, in quasi tutti i periodi dell'anno.
Devo anche aver gridato, a volte.
Quindi a meno che tu non sia sordo completamente ( o un intenzionalmente stronzo), non puoi non aver sentito.
Detto questo, l'esperienza mi suggerisce che funzionava un po' di più quando il 23 dicembre ti scrivevo la letterina, con la mia scrittura tremolante da bambina e poi mettevo la busta sul davanzale la sera, aspettando che tu venissi a ritirarla.
Questa è la tua lettera Babbo.
E se la tua vista con gli anni ne ha risentito, questo è il momento perfetto per mettere gli occhiali.

Caro Babbo Natale, 
quest'anno sotto l'albero vorrei trovare :

giovedì 19 dicembre 2013

Consecutio temporum

Poco tempo.
Brutto tempo.
Piove.
Tempo.
Non c'è tempo.
Non vedi?
Scorre il tempo.
Non ti aspetta.
Comunque c'è tempo, che fretta hai.
E' che io vorrei tessere due abitudini, due.
E vivermele.
Altro che passare il tempo a fare cose che non vorrei più dover fare.
Spendendo tempo con gente.
Gente indistinta.
Quattro secondi di quotidianità.
Di cui poi potermi lamentare per la sua cadenzata monotonia.
Tempo.
Che poi non so la strada e piove e devo cercare parcheggio.
Quanto tempo ci vorrà?
Tempo perso.
Che come l'ho perso non lo so.

lunedì 16 dicembre 2013

Tempi probabilmente morti

Sono incazzata.
Ora delusa.
Triste.
Adesso non mi frega un  cazzo onestamente.
Poi sono incazzata di nuovo.
Nervoso.
Schifo.
Direi che il giusto riassunto delle mie sensazioni attuali sono un Bha definitivo.
Ammettere che la gente che ci ha ferito potrebbe essere veramente parte di una categoria oscena di esseri umani è facile.
In teoria.
In pratica se ci avresti passato la vita con queste persone, la cosa si complica.
Diciamo che prendere atto di questa cosa ti fa pensare che anche tu di intelligenza non brilli.
Io ci ho provato.
Lo giuro.
Ci ho provato a  pensare che c'era un motivo, che avrai fatto dei ragionamenti, che parte di te sa che la vita che fa è una merda, che l'eliminazione è da codardi, che ferire e far finta di nulla è da 'persone molto poche', che hai preso coscienza, che c'è qualcosa in te.
Che non è stato tutto sprecato.
L'energia, il cuore, il tempo.

sabato 14 dicembre 2013

Post- it

Mi sveglio, cuffie, Angels dei The xx.
Non ho scelto di sentirla, è lei che ha scelto me.
E mi ricordo che mi dovrebbe ricordare qualcosa.
Ma io quelle cose non me le ricordo più.
Ogni tanto mi sforzo di ricordarle, mi metto proprio d'impegno.
Sgrano gli occhi della memoria.
Una fatica incredibile.
Non vedo niente.
Aloni sbiaditi di cose che so di aver vissuto come belle e che adesso mi urtano, anche solo il flebile contorno che intravedo mi urta.
Roba che sembra appartenere ad un'altra vita lontanissima.
Non mi sembra giusto eliminare così.
Voglio sempre trovare il senso delle cose e così non mi sembra ne abbia molto.
Però è successo.

lunedì 9 dicembre 2013

Mi piacerebbe

Mi piacerebbe smetterla.
Smetterla di essere altamente nevrotica senza preavviso.
Di subire i miei stessi sbalzi d'umore.
Di dar più peso alle cose negative che colgo, che a quelle positive nettamente esplicitate.
Di aspettare, un po' tutto.
Di muovere nervosamente la gamba destra incrociata sulla sinistra.
Di aver mal di gola, che ormai è un mese.
Di non dormire.
Di pensare.
Troppo.
E di sentirmi dire ''Pensi troppo''.
Di pensare ''Cazzo, è vero.''
Di avere ragione.

mercoledì 4 dicembre 2013

Due chiacchiere con Karma

E non mi riferisco alla 'carma' intesa nel senso capitolino del termine.
Che di quella non ce n'è per niente.
Parlo del Karma.
Nello specifico il mio.
Capiamoci Karma, è ora che io e te si faccia un confronto a due.
Schietto.
Visto che fino ad adesso il tuo era un monologo.
La colpa è mia che ti ho dato troppo potere.
E tra l'altro, secondo le credenze più diffuse mi stai dietro da un tot di vite.
Direi tutte, anche se non so quante di preciso.
Insomma, ti ho fatto credere che tu decidessi per me.
Molto male.
E che con i tuoi cataclismatici segnali volessi dirmi qualcosa di intelligente.
Potenzialmente utile alla mia persona.
Vero è che non ti ho mai dato retta un secondo.
Magari mi sono fatta due domande a posteriori.
Ti ho anche insultato un numero di volte tendente all'infinito.
Non ero amichevole mentre ti dicevo che mi stavi sulle palle e che avevi, sinceramente, rotto i coglioni.
Però capiscimi, ci hai messo del tuo.
Non sei stato molto chiaro e spesso nemmeno simpatico.
Per non parlare del tuo giochino preferito, che metaforicamente puo' essere rappresentato dal portarmi un'invitante torta che avevi preventivamente farcito di Guttalax.
Pessimo senso dell'umorismo.
Ma oggi so che il tuo nome, Karma, vuol dire azione e in generale non sei altro che la collezione dei miei processi azione- reazione.
Quindi dipendi da me.

lunedì 2 dicembre 2013

In punta di piedi

Volevo fare la cantante da bambina.
Anche alle medie.
Anche per una buona parte del liceo, a tratti.
Prima mi immaginavo lì, su un palco, con la folla urlante a fare la popstar con le mie amichette.
Poi c'è stata una fase ibrida che sono felice di non ricordare.
Poi mi vedevo cantautrice impegnata, come quelle che cantano sedute, su sgabelli alti con la chitarra in mano.
O che suonano il pianoforte.
Avrei voluto tantissimo imparare a suonare il piano forte.
Voglio ancora, in realtà.
C'è stata una fase in cui, intorno ai 16 anni, ho pensato che se non avessi fatto un lavoro socialmente utile, tipo il chirurgo, la mia sarebbe stata una  banale vita senza scopo.
Però se vedo uno che sta male, dopo 5 minuti sto male anche io.
Dettagli.
Poi volevo fare la donna in carriera e spaccare, letteralmente, tutti i culi.
Essere bravissima, in tailleur a dare ordini.
Da governatrice benevola.
Stimata e parzialmente temuta.
Bravissima.
L'ho già detto bravissima?

sabato 23 novembre 2013

Specchio

Gli specchi non riflettono quasi mai le immagini come dovrebbero.
Dipende dal giorno.
In apparenza ci sei tu lì dentro.
Ma cosa vedi cambia.
Giorni in cui vedi che tutto sommato non ti è andata così male.
Dai.
Non sei da buttare.
Sì bhe, forse vorresti cambiare le gambe.
Forse c'è qualche ruga che sulle foto appese al muro, di qualche anno fa, non avevi.
Rughe d'espressione, non di vecchiaia.
Sia chiaro.
Che poi bel conto da pagare per una vita fatta dalle più disparte espressioni.
Sono tutte lì.
Il sole delle tue stagioni.
La stanchezza di quando non dormivi mai perchè non potevi.
Ci sono le sveglie alle 7.00, le prove e i clienti.
Gli occhi chiusi per assaporare il momento.
La bocca aperta senza fiato delle notti in cui non dormivi perchè non volevi.
Le risate con le tue persone.
E le canzoni cantate a squarcia gola in macchina.
Ci sono gli occhi gonfi di lacrime per i più disparati motivi.
Si vede ancora l'ombra degli uomini con cui hai fatto un pezzo di strada.
E lì, ai lati delle labbra,c'è anche la fatica, le delusioni e la rabbia.

giovedì 21 novembre 2013

Offesitudine

Avevo molte cose da dire.
Diversi argomenti su cui scrivere.
Ma oggi sono offesa e non riesco a pensare ad altro.

Ieri la mia vicina di anni 10 è venuta a vendere i biglietti della lotteria della scuola (pubblica).
-'' Ci servono perchè la scuola non ha soldi.''
- ''Bene.. e cosa si vince?''
- '' Eh.. i premi non ci sono devono portarli i bambini da mettere in palio.''
- '' Quindi in questo momento tecnicamente non esistono premi.''
- '' No.''
-'' Quindi vi stanno mandando in giro a fare l'elemosina.
    e poi vi obbligano anche a cercare dei premi per scongiurare la figura dimmerda.
    Che meraviglia.''
-'' Anche per il catechismo li vendiamo, però lì se non finiamo il blocchetto la suora ci sgrida.''
Ora io vomito.
Come spieghi ad una bambina che non è così che dovrebbe girare, che non ci si deve abituare, perchè non è questo il mondo in cui deve voler vivere?
E chi spiega a me dove cazzo vanno i soldi delle tasse ingenti pagate?
Non voglio parlare di politica perchè non ho ne la competenza, ne lo stomaco forte, ma direi che non c'è molto da dire.
Parla tutto in modo molto esplicito.
E la cosa mi offende a morte.

Mi offende anche vedere cosa ha dovuto subire una terra che mi ha ospitato tante volte.
Sardegna, una terra con Dueppallecosì.
Ma a volte le pallecosì non bastano.
A volte, per quanto grosse, non sono sufficienti.

Mi offende sapere che vivo nella nazione con paesaggi più vari e mozzafiato.
Con la cucina migliore.
Con città che parlano.
Storia e storie ovunque, in ogni piccola pietra.
Eppure si è costretti a cercare altrove, a dover vivere fuori.
Che ci sta, ma non quando la scelta è indotta.
Non quando persone a cui vuoi bene devono farlo.
Mi offende vedere che chi si è trasferito in città enormi senza regole e senza criterio, anche di fronte a situazioni pessime, non riesce a rimpiangere questa terra.
Perchè il nuovo che sembra assurdo è meglio che casa tua senza futuro.

Mi offende vedere che noi donne non ci bastiamo mai.
Che lottiamo per mille diritti.
Per essere pari.
Per essere apprezzate.
E le prime che non lo fanno, poi, siamo noi.
Lo facciamo con noi stesse tutti i giorni.
Non siamo mai abbastanza belle.
Abbastanza brave.
E quando crediamo di esserlo trattiamo le altre donne come nemmeno il peggior uomo misogino saprebbe fare.
Siamo soldati con la stessa divisa, dello stesso schieramento che si sparano nelle gambe a tradimento.
Perchè le donne fanno così?
Ci spinge la paura di perdere quello che abbiamo guadagnato?
Il timore che qualcuno ce lo porti via?
Quindi la nostra rabbia viene sempre da lì, dall'insicurezza.
Perchè temiamo quella perchè è più bella, o magari è più brava, più simpatica, più giovane, più bionda.
Allora eliminiamola.
Perchè ci guardiamo come gli uomini di cui ci lamentiamo ( e che smettessimo di frequentare magari si estinguerebbero. Amen.).
Sempre in paragone con modelli che non esistono invece che vederci come persone, tutte diverse.
Con cose diverse da dire.
Con bellezze diverse.
Esperienze diverse.
Biondi diversi.
Non per forza meglio o peggio.

E sono offesa perchè in mezzo a questo ho la fortuna di avere due occhi stupendi.
Che non sono i miei.
E non me li godo quanto dovrei perchè penso a lavori, progetti, instabilità, soldi (che non ci sono), governo (che sarebbe meglio non ci fosse), problemi e che magari non sono abbastanza bella, brava o bionda.

A onor di cronaca oggi è il primo giorno di quei giorni.
Comunque a noi in 5 giorni passa.
Ma io credo che sarò offesa comunque anche tra 5 giorni.


-'' In un'ora sei passato dall'aver mal di gola al cagotto, forse c'è davvero una connessione 
    tra la tua faccia e il tuo culo.''
    G. S.
   










giovedì 14 novembre 2013

La psicologia del Due

Mille volte mi sono chiesta ''Perchè?'' di fronte ad un atteggiamento maschile.
Perchè lo fa?
Cosa penserà?
Quindi non gli piaccio?
Quindi è uno stronzo?
Perchè ieri era così e oggi è l'opposto?
Ho sbagliato qualcosa io?
Cercavo un profilo logico nelle azioni e non trovandolo ci perdevo le notti a ragionarci.
Non ho avuto più fortuna nemmeno quando le domande me le facevo per definire la situazione di un'amica.
La lucidità non serviva.
Niente.
Poi ho scoperto il processo mentale dei due anni.
Ed ho capito.
Premetto per i lettori uomini particolarmente suscettibili che mi riferisco ad una categoria, non parlo di TUTTI.
Anche perchè non li ho conosciuti TUTTI (grazie al cielo).
Quindi la cosa potrebbe anche non riguardarvi.
Se vi sentite toccati, fatevi un esame di coscienza.

L'analisi è molto semplice:
osserviamo un bambino di anni 2 e accostiamo i suoi atteggiamenti a quelli di un uomo adulto.
Il bambino di anni 2 vuole andare al parco a giocare.
Se gli verrà permesso senza fare storie sarà molto contento e non mancherà di dimostrarvelo in modo eclatante.
Non che pensi di necessitare del vostro benestare per fare una cosa.
Assolutamente no.
Ma avrà soddisfatto un suo desiderio.
Quindi sarà felice e ve lo farà sapere.
Tornati dal parco il bambino di 2 anni avrà un' altra esigenza personale.
Perchè il bambino di due anni, ovviamente, vive in esclusivo riferimento a se stesso.
E vorrà, per esempio, giocare con le macchinine.
Ma purtroppo è ora di pranzo e quindi troverà un ostacolo sul percorso della sua soddisfazione personale.
No, adesso non possiamo, adesso si mangia (che puo' essere casualmente tradotto in ''no, abbiamo preso appuntamento con amici e ci stanno aspettando, non possiamo guardare per 10 ore tutti i rigori di 64 anni di calcio italiano. Ovviamente è solo un esempio.)
Il bambino di 2 anni sarà molto contrariato.
All'inizio sembrerà molto triste.
Poi sarà molto incazzato.
Griderà, piangerà e si dispererà come se fosse successa la cosa più grave al mondo.
Pesterà i piedi e vi farà capire con tutti i mezzi a disposizione che la causa di questo Armageddon, cioè la sua insoddisfazione, siete voi. Stronze.
La disperazione sarà all'ennesima potenza perchè il bambino di 2 anni non ha percezione dei vari livelli di dolore nella vita.
Per lui ogni cosa che lo leda è devastazione.
Infatti dimostra il suo dolore a pari merito sia che si rompa una gamba , sia che gli si porti via un giocattolo.
In questo momento buio della sua vita voi cercherete di spiegare , con toni più o meno gentili, che forse questo comportamento è un tantino esagerato.
Lui capirà. Perchè capisce.
Ma non lo ammetterà mai.
Arriverà solo ad un punto di altissima agonia che lo porterà a venire ad abbracciarvi senza dire una parola.
Il tutto non dettato dal pentimeto o perchè abbia imparato qualcosa.
Infatti lo rifarà da lì a poco.
Farà questo gesto solo perchè lui in quel momento vuole così.
O forse sarà offeso a vita e ve lo rinfaccerà fino ai 18 anni.
Chi puo' dirlo.
Questo è.
Non ci sono domande logiche da farsi.
O per lo meno non basate sulla nostra di logica.
Quindi basta domande.
Mettiamoci fuori da un asilo nido a spiare e avremo tutte le risposte.


Ovviamente, ribadisco, non sono tutti così.
Ci sono anche uomini uomini.
Giuro.
Ve lo giuro.
E lo giuro anche a me.



- 'Avete notato che da quando mi ha lasciata **** c'è sempre il sole?
  Sarà un caso?'
  G.













domenica 3 novembre 2013

Due righe di coraggio

Coraggio.
Io ce l'ho.
Non so mentire, i miei occhi e la mia faccia non me lo hanno mai permesso.
Nemmeno il mio passato mi ha reso possibile la cosa, ho capito da subito cosa si prova quando qualcuno ti mente e ho giurato a me stessa che se avrei mai fatto male a qualcuno, sicuramente non l'avrei fatto in questa modalità bieca.
Meglio i vaffanculo.
Meglio la gran voglia di prenderti a schiaffi.
Quindi per essere quella che, come diceva mia madre avrà grandi problemi quando lavorerà perchè non sa star zitta e quindi quella che te lo dice, sempre, a volte bene a volte meno, ci è sempre voluta una certa dose di coraggio.
Un'altra cosa che mi hanno sempre detto è ''non si finisce mai di conoscere qualcuno''.
Stranamente pare non sia possibile che questa affermazione, per qualche fantascientifico miracolo, prenda un risvolto positivo.
Mai che una persona che non avevi finito di conoscere ti sorprenda essendo meglio di come credevi.
Ma ok, ci puo' stare.
Era in conto.
Il problema su cui non ero stata avvisata è quando una persona non cominci nemmeno a conoscerla.
Dall'inizio.
Non stai conoscendo nessuno.
E quando te ne renderai conto piangerai.
E ti dispererai.
E ti incazzerai.
E soffrirai mentre senti di aver assaggiato a tue spese, quanta differenza c'è tra un personaggio e una persona.
Poi penserai se usarlo quel coraggio, che è talmente tanto da pesarti addosso a volte, per scrivere quelle 4 righe in più, ma poi ti fermi.
Perchè scrivere a qualcuno che non conosci?
E conservi il tuo coraggio per una persona che conta :
tu.



3.50 am
- 'Dai, allora posso richiamarti dopo?'
- 'Certo, fai pure, ho messo la deviazione di chiamata sui carabinieri.'
   G & E









lunedì 28 ottobre 2013

Delirium di Meningi

Pensare. Sentire. Razionalizzare.
Giusto. Sbagliato.
Dolore. Sorriso.
Bello. Brutto.
Chi resta. Chi se ne va.
Chi resta pur andandosene. Chi viene allontanato.
Cosa fa bene. Cosa fa male.
Cosa fa entrambi, nello stesso momento.
Nessuna capacità di distinzione.
Sono tutti sbagliati o sei tutta sbagliata tu.
La linea sottile tra libertà assoluta e malinconia da solitudine.
Nessuna ricerca, ma voglia di trovare il tuo posto.
Ci stai bene.
Ma sei in piedi.
Dove è il mio posto?
E chi sarà la persona seduta nel posto di fianco al mio?
Difficile. Facile.
Lacrime. Sorrisi.
Entrambi.
Schizofrenia?
Pelle d'oca.
Sì. No.
Forse?
Va bene forse?
No. Niente forse.
Che palle forse.
Eppure sono piena di forse.
Ieri :
Tre parole. Abbraccio. Nessun bisogno di parlare.
E domani?
Oggi :
Giù dal letto. Parole nuove. Mille pensieri.
Troppi. Quasi non ci vedo.
Chi sei ?
E io?
Troppo o poco.
Lettere. Cosa c'è ancora da dire se hai parlato per anni senza aver mai detto nulla.
Parlare. Fare.
Essere.
Soprattutto essere.
Ok, fermate tutto.
Respiro.
Delirio.
Ok, ancora 5 minuti e poi la smetto.
Giuro.
Però chiudi gli occhi perchè loro parlano troppo.




'' Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie. Precari. . . Molto precari. ''
   C.














mercoledì 23 ottobre 2013

Primi appuntamenti

Che ansia.
Parli con qualcuno, che non conosci o conosci poco.
Sembra una persona piacevole.
Discretamente simpatica.
Da conoscere.
Tutto bene fin qui.
Fino a che la persona in questione dice : ' Ci vediamo per un aperitivo / cena / caffè / dopo cena / colazione  (o qualsiasi altro evento di vita comune) ? '.
Ed eccolo lì, tra capo e collo.
Senza che tu te ne sia nemmeno resa conto.
Il primo appuntamento.
Bene.
E qui parte il bivio.
Se dico sì conosco meglio una persona nuova , ma di solito dall'altra parte c'è un minimo di aspettativa.
Se dopo questa sera non lo vedrai più la domanda sarà : ' e allora perchè sei uscita con me la prima volta se non avevi interesse?'
Ecco, appunto, me lo chiedo anche io, perchè sono uscita con te la prima volta?
Se non ci esci la questione cambia.
Alla fine non è un appuntamento, è giusto un caffè per conoscersi, perchè precludersi questa possibilità, poi magari scopri che ti piace...
No.
Non è vero.
Mai successo.
Non ho mai scoperto che mi piaceva qualcuno dopo.
Non ho mai scoperto che mi piaceva uno durante una cena organizzata, nel locale giusto, con le luci giuste e la persona seduta davanti a me che cercava di dire cose giuste.
Mai.

sabato 19 ottobre 2013

Oggi come Domani come Ieri

Oggi ho cenato 2 volte.
Una volta a casa e una volta fuori.
Ho bevuto vino rosso e solo alla fine, mi sono resa conto che c'era il sughero in fondo al mio bicchiere.
Ho fatto delle rimostranze al cameriere.
Mi ha portato un altro bicchiere pieno.
Abbiamo discusso dei vari strafalcioni in italiano ( io avevo più aneddoti di tutti).
Ho scoperto che il cervello umano fatica a disegnare una bicicletta tecnicamente realistica.
E' partita la sfida.
Ho perso.
Ho disegnato per ore animali sui tovaglioli rossi del ristorante.
Ovviamente era una gara anche questa.
Ho bevuto tea e chiacchierato.
Delle donne.
Delle donne da piccole (durissimi momenti).

venerdì 11 ottobre 2013

Abat jour comunque

Sapevo di aver scritto delle cose anni fa , il problema e che non sapevo assolutamente dove avessi salvato le suddette cose.
Nella ricerca ho anche scoperto che c'è una sezione nella posta di facebook fatta da messaggi che non avevo mai letto.
Ne ho 478.
Ottimo.
Un mondo di parole che si dividono tra messaggi di super feste a cui non sono mai andata e uomini che ovviamente non conosco.
E non voglio conoscere.
Ah,  poi c'è anche una psicologa che mi chiede se per statistica posso dirle se ho mai dato un 'sonoro ceffone' (lo chiama proprio così, sonoro, se lo hai dato piano non vale. . . ) ad un uomo.
Io non so chi sia costei.
E no, un ceffone di quelli forti , carichi di odio e disgusto che lasciano le 5 dita non l'ho mai dato.
Ed un peccato perchè credo che avrei dovuto, in più di un' occasione.
Ma a parte tutto, ho trovato questo e non ho potuto non sorridere.

05/03/2010 

martedì 8 ottobre 2013

Karma e Sangue freddo

Si parte e si torna.
Ma quando si arriva?
Probabilmente mai.
Qualcuno , mesi fa, mi ha detto che vivendo nel divenire è abbastanza improbabile pensare di poter arrivare e rimanere lì , se non da morti.
Opzione che vorrei non prendere in considerazione , al momento.
Oggi sono seduta al tavolo della mia cucina , mentre fuori c'è quella nebbiolina tipicamente lombarda.
Ieri ero seduta su un letto di nuvole , mentre fuori c'era lo skyline di Barcellona.
E surfisti in mare.
Tantissimi surfisti in mare.
Ad aspettare l'onda perfetta.
Li ho guardati per un tempo indefinito , sicuramente più di quanto dovrebbe fare una persona normale.
Mi piace guardare le vite degli altri dalla finestra , mentre loro non sanno di avere uno spettatore.
Effettivamente , la frase messa così fa pensare che io sia una guardona , ma il concetto non è quello , io so cosa intendo.
Quando ero piccola facevo il contrario ,passavo per strada mano nella mano con la mamma e guardavo nelle finestre accese delle case altrui per sbirciare che vita che c'era lì dentro , inventandomela  anche.
Chissà come sarebbe vivere lì...
Questo me lo dico ancora.

mercoledì 2 ottobre 2013

Il motivo


In questi giorni mi sento come Arrival of  the birds dei Cinematic Orchestra.
Non si spiega a parole , un suono rende meglio l'idea.
Il motivo vero non c'è.
O forse sì, ma non so vederlo perchè lo cerco fuori e invece è dentro.
Cosa sia successo in quel dentro, di preciso , non lo so.
E non mi interessa saperlo.
So solo che tutto ha un sapore diverso.
Ho visto un'altra terra nuova , che mi ha incantata senza troppi fronzoli.
Ho respirato un nuovo profumo , sorseggiando vino su cuscini vista mare.
Ho messo dei flag nella lista delle cose fatte e da fare (Tic Tic)
Sono tornata e anche le solite cose mi sembrano diverse.

venerdì 20 settembre 2013

To Do

  1. Valigia essenziale (mi raccomando essenziale)
  2. Scrivere  un promemoria per la memoria (scarsa)
  3. Ricordarsi di guardare il promemoria
  4. Ultima lavatrice
  5. Sistemare i documenti
  6. Ridere
  7. Ridere sempre
  8. Smetterla di pensare che pensare sia importante
  9. Vedere sempre il meglio
  10. Appurare che c'è un sacco di meglio
  11. Non accontentarsi
  12. Vivere l'oggi
  13. Godersi tutto
  14. Fermarsi quando serve
  15. Sentire
  16. Cantare dippiù
  17. Smetterla di stare alla festa se la festa non mi diverte più solo perchè sembra giusto
  18. Smetterla di pensare che ci sia un giusto assoluto
  19. Iniziare a vedere il MIO giusto
  20. Essere più gentile,con me
  21. Parlare con chi ha qualcosa da dire
  22. Evitare chi non E' (già fatto, ma ricordarsi di farlo SEMPRE)
  23. Piacersi
  24. Ricominciare a riconoscersi
  25. Non dare troppe spiegazioni
  26. Scendere di corsa le scale (chi mi conosce SA)
  27. Non avere mai più il Fiato Corto

Giusto l'essenziale.


- ' Lo sai che hai gli occhi di gatto?'
- ' Bhe . . Tu hai la faccia di merda, ognuno ha il suo.'
   E&G






sabato 14 settembre 2013

Dire,Fare, Baciare

Dire.
E' la soluzione a tutto.
Pensare.
Troppo fa male.
Per niente fa male agli altri.
Pensare senza dire ti fa esplodere, uccide la comprensione di chi ti vive e di te stesso.
Dire quello che non si pensa è come mangiare un boccone amaro e disgustoso fingendo che ti piaccia.
Illudi chi non ha saputo cucinare e distruggi inutilmente il tuo stomaco.

domenica 8 settembre 2013

Servivi di certo, ma prima

Grazie per il tempo pieno 
Grazie per la te più vera
Grazie per i denti stretti
i difetti
per le botte d'allegria
per la nostra fantasia

L'amore conta - Ligabue



La trasformazione crea.
Da quel mosaico di te e della tua vita , escono colori nuovi.
Capita di sentirsi persi guardandosi dentro così.
Ma poi ti accorgi che è andato tutto esattamente come doveva andare , che niente è perso se in questi anni hai riempito la tua valigia.
Partendo da anni fa , è ancora tutto qui adesso , con forme nuove.
Servivi tu e la tua campana di vetro , le risate e la massima comprensione , senza domande , solo con la mano tesa , per esserci.
Servivi tu con i tuoi sogni e la tua adolescenziale visione del mondo.
Serviva l'ufficio e poi i viaggi , mille viaggi.
Servivi tu con la tua spacconaggine e la tua stabilità e i tuoi soldi a farmi capire che c'è un mondo davvero distante da me che onestamente , non mi interessa.
Servivi tu con le tue psicopatie e i tuoi gesti eclatanti nel bene e nel male.

giovedì 5 settembre 2013

Good time for a change

Ho avuto modo di parlare con molte donne ultimamente e l'argomento base è sempre la delusione verso il genere maschile.
Poi ho avuto modo di parlare con uomini e mi sono resa conto che anche loro hanno stima zero delle fanciulle.
Direi perfetto.
Quindi?
La risposta qual è?
Siamo troppo uguali?
Troppo diversi?
Troppo idioti?
(Troppo idioti potrebbe essere la chiave)
In ogni caso se mi guardo in giro vedo gente che non sa parlarsi e peggio ancora non sa ascoltarsi , bilateralmente.
Nessun ascolto di terzi e nessun ascolto di sè , soprattutto di sè.
E io non mi escludo dalla categoria.
Ma sto lavorando per uscirne.
La realtà è che io non ascolto quanto dovrei ME ( e fin troppo gli altri)
Oddio sentire mi sento, anche perchè si sa che non sono una che si riesce ad ignorare quando ha qualcosa da dire, non necessariamente per l'elevatezza del concetto , più che altro per '' come lo dico'' ( libera interpretazione al senso).
E con me stessa non mi risparmio di certo in questo senso , ma tiro dritto e poi si rompe tutto.
Quello che mi è successo fino ad oggi l'ho costruito io, in un certo senso.
Quello che non è andato resta dentro di me, ma da lontano capisco che per quanto lo volessi non era la cosa giusta per me.
Farsi a pezzi per guardarsi meglio serve.
Avere paura di chi si è , a lungo andare , ti fa stare fermo a galleggiare in superficie mentre gli altri vanno avanti.
Io almeno in questo senso nuoto da dio.
E in apnea.



-'' E quello che si incazza perchè non ci sto..!''
-'' Pensa che l'altro si incazza perchè ci sto.''
    G&F


















lunedì 2 settembre 2013

E allora?

Negli ultimi mesi quasi ogni giorno avrei voluto dire qualcosa di diverso.
Tutto e il contrario di tutto.
Sono passata dall'amore assoluto all'odio.
Dall'odio alla speranza.
Dal volere più il  bene di qualcun altro che il mio e poi perderlo chissà dove.
Ieri guardavo dritta e vedevo paessaggi costruiti in due , oggi non vedo nulla di tutto quello se guardo avanti e non riesco più nemmeno a veder nulla se guardo dietro.
Ho conosciuto la pienezza totale , di qualcuno che ne traboccava tanta da riempire anche te e ho visto un guscio vuoto , un vuoto tale che fa rumore.
Sono cambiate le prospettive e le immagini e sono cambiata io.
Tanto che in questi giorni non riesco avere coscienza di me.
Di cosa voglio.
E come.
So solo il risultato finale, come mi vorrei sentire da qui ad un tempo indefinito.
E so per certo che nulla di quello che avevo prima era utile per il disegno che ho nella mente.
Non che ora abbia molto, ho davvero pochi mattoni per la mia costruzione mentale , probabilmente 2 non di più e a volte mi sembra di aver perso anche me , ma forse è davvero indispensabile perdersi per ritrovarsi davvero.
Ho voluto tanto cose che in realtà non erano quelle di cui avevo bisogno (illuminazione indotta di ieri notte, grazie) non mi sono ascoltata abbastanza , qualcosa in fondo mi diceva già che non era quella la strada.
Ora non so niente, ma è già qualcosa.



-''No, guarda non sono in vena di sbattermi per stare con un altro uomo.''
-'' Vabbè. . . se vuoi una preda facile io ci sono!''
  G&I 






 






giovedì 29 agosto 2013

Oggi no

Sempre in piedi.
Sempre dritta.
Sempre avanti.
Sempre forte , perchè non si puo' essere debole.
Non si puo' perchè la gente puo' approfittare della tua vulnerabilità, perchè poi qualcuno si preoccupa , perchè tanto non sarebbe utile.
Sempre finta a far vedere che nulla ti scalfisce , perchè se poi magari lo dici  scivoli giù davvero e poi chi trova la forza per risalire.
Sempre ''fa nulla, qualcosa cambierà'' anche se poi non cambia.
Sempre come stai? bene.
Sempre.
Oggi no.
Oggi niente stare in piedi , niente finta , niente va bene.
Oggi vaffanculo e lamentele sterili , ma di grandi soddisfazioni.
Oggi o cambia tutto o mi incazzo.
Oggi è l'ultimo giorno.


Gente che fa ridere, ma non perchè è simpatica.
G.S




mercoledì 21 agosto 2013

LeggerMente

Parlavamo di sensazioni?
Erano fondate in pieno.
Non c'è nulla da fare . . . c'è sempre quella parte nascosta dentro che dice e che ha ragione.
Che parla sempre , ma sempre troppo tardi.
Malefica.
Ha ragione però , il 99% delle volte.
Oppure il mio futuro sarà segnato da una carriera da veggente.
Tant'è che per quanto io non riesca a spiegarmi mai il perchè delle mie vicissitudini di vita (penso sempre servano a qualcosa..ma COSA?!) sono stranamente serena e leggera.
Starò impazzendo.
O sarò già pazza.
Che bellezza.
E poi ieri ho passato la serata in spiaggia con due bionde (birra e amica) e sono quei momenti in qui il tempo si ferma.
Oggi pomeriggio sono stata da due speciali amiche , di cui una è in due . . . la conosco da 14 anni e ci siamo sempre state una per l'altra ed ora lei vive una di quelle cose magiche che solo una donna può provare , davanti alla quale tutto diventa niente.
Post cena con la mia amata a quattro zampe, un prato , la mamma e 2 nipoti urlanti.
Seppur con sfiga , chi è più fortunata di me?





serenità
[se-re-ni-tà] s.f. inv.
  • 1 Riferito al cielo e al tempo, luminosità, assenza di nubi: giornata di eccezionale s.- Oggi, giorno senza nuvole.
  • 2 fig. Pace interiore, calma, pazienza: affrontare una prova con s.; - Soprattutto l'ultima . . comunque ci siamo.
  • obiettività, imparzialità: giudicare con s.- Ci si prova.   



    - ' Se un uomo ti desse 10 euro per un bacio lo faresti?'
    - ' Sì!'
    - ' Sicchè ti venderesti per 10 euro?!  ANCH'IO! Dammi 10 euro che ti bacio.'
       F&Ciccio

martedì 20 agosto 2013

Pausa di Riflesso

Agosto, mese di sparizione.
Non ho MAI acceso il pc prima di oggi.
Agosto anche mese dei miei 28 anni , delle riflessioni  o meglio del riflesso, di quello che vorrei vedere in me allo specchio tra un anno.
Un mese dove ho capito che esiste gente che allo specchio si guarda , sì , ma se ne esistesse uno per guardarsi dentro non avrebbe niente da vedere.
Ho capito cosa assolutamente NON voglio dalla mia vita e a cosa proprio non posso rinunciare , che spesso credendo di conoscere qualcuno si sbaglia di grosso e che 'sentire' senza orecchie è una gran brutta storia.
Brutta storia perchè la sensazione è sempre opinabile . . . per gli altri , per te ovviamente , NO.
E sfortunatamente non sbaglio quasi mai nel mio sentire.
Non so che tipo di educazione mi abbia insegnato a rimanere ad una festa anche quando l'ambiente diventa l'antitesi della festa.
E' ora di andare altrove.
Io voglio solo trallallà.
Si fotta il resto.



- ' Io la smetterei di provarci fossi in te visto che sei anche sposato.'
- ' Non sono sposato.'
- ' Ma se hai l'anello!'
- ' Anello?! (tuffa la mano nel cocktail)  Ma và! Guarda che è il riflesso del bicchiere.'
    G & Anonymous 








lunedì 29 luglio 2013

Servirebbe

Quando ti bacio
Non è solo la tua bocca
Non è solo il tuo ombelico
Non è solo il tuo grembo
Che bacio
Io bacio anche le tue domande
E i tuoi desideri
Bacio il tuo riflettere
I tuoi dubbi
E il tuo coraggio
Il tuo amore per me
E la tua libertà da me
Il tuo piede che è giunto qui
E che di nuovo se ne va
Io bacio te
Così come sei
E come sarai
Domani e oltre

E quando il mio tempo sarà trascorso.

Erich Fried - Quando ti bacio 


La cambio io la vita che non ce la fa a cambiare me diceva la Patty, ed ha ragione.
Sono d'accordo.

Ho passato giorni costellati da appuntamenti dal dentista, conseguenti mal di testa e appuntamenti con la banca, con altri conseguenti mal di testa.
Quindi il mio cinismo è di certo cresciuto, ma accanirmi sul dentista su di un blog mi sembrava poco interessante ed onestamente troppo facile.
Oggi però sono tornati un po' di pensieri, quelli da donna con cervello pensate, ma non comprensibile, di cui parlavamo nel post precedente e nei commenti.
La verità è che non ci serve che qualcuno ci dica che funzioniamo stranamente.
Noi lo sappiamo.
Quindi qualcuno che cerca di sottolineare l'ovvio non ci serve ad un cazzo di niente.
Sapete cosa servirebbe? Qualcuno che cerca di capirci e di prenderci per quello che siamo.
Quella sarebbe una bella novità.
Perchè noi lo facciamo.
Costruiamo alibi per terzi.
Troviamo sempre una giustificazione.
So che a voi non sembra, ma noi lo facciamo continuamente, con tutti.
Tranne che con noi.
Noi non ci perdoniamo mai, pensiamo sempre di essere in errore, anzi no, pensiamo di essere sempre l'errore,  l'incomprensibile, la pazza .
Servirebbe solo qualcuno che sappia guardarci come siamo, anche con le nostre incongruenze, che per inciso abbiamo TUTTI sulla terra, persino i cani.
Se parliamo spacchiamo il cazzo, se non parliamo siamo fiche morte.
Se siamo belle probabilmente ce la tiriamo, ma se siamo brutte che cazzo ne parliamo a fa'.
Se ci stiamo siamo zoccole e se non ci stiamo di certo siamo fiche di legno.
Se siamo forti facciamo scappare gli uomini, ma se siamo stupide siamo inutili.
Siamo sempre troppo o troppo poco.
Servirebbe qualcuno che accetti che siamo come siamo.
Servirebbe che quel qualcuno fossimo noi, per prime.


E poi non accontentarsi.



-' Ma quindi  lui . . . com'è?'
-' Come i sintomi della depressione. '
   G&C







mercoledì 24 luglio 2013

Notti in piedi

Dormire pappararararrapararararra diceva Cecchetto nel Gioca Jouer.
Bravo, facile.
Per te.
Io non dormo.
Motivi? Nulli.
In questo momento il mio compagno è il mal di stomaco/ acidita di stomaco / chi puo' dirlo.
E mia madre ripete costantemente, di fronte al mio elenco di sintomi con malattia già diagnosticata (da me e da Google), ''vai dal dottore e dillo a lui.''
Grazie.
Salutare pappararararrapararararra.
Bravo, ma forse qui si riferiva ad altro.
Vabbè fatto sta che non dormo sta notte e quindi, in compagnia del soffitto, penso a cose miste.
Agli uomini che mi sembrano così distati dalle donne ultimamente.
E alle donne, ne conosco di meravigliose, che sembrano girare in tondo (davvero il riproporsi delle situazioni a volte è spaventoso, ma succederà solo a noi? )
Ad altre donne che invece ti odiano per il semplice fatto che sei donna, che si dimenticano da dove vengono, che sono lì attaccate alle loro scrivanie a farti la guerra perchè sei donna. Intelligente come sparare in guerra ad uno che ha la tua stessa divisa.
Brave.
Che odio.
Poi penso che ci sono donne che si rifanno il culo a 21 anni, solo d'estate però, così stai bene in costume.. ma poi ad ottobre lo togli . . . domanda ''perchè?'' ''perchè è una protesi che fa male, cioè quando ce l'hai non riesci a sederti..''. . . domanda ''e se ti invitano a cena?''
Brava.
E giuro che è un racconto di vita reale.
Insomma sono le 2.32 e ho sonno, ma non dormo.
Penso che quando avevo smesso di fumare stavo decisamente meglio, ma ovviamente ho ricominciato.
Brava.
Ma non è colpa mia. . . una serie di sfortunati eventi mi ha fatto ricominciare.
Grande forza di volontà.
Che cervello che abbiamo noi donnine, dovrebbero analizzarci a campione, ci passano talmente tante cose nella testa che non le sappiamo nemmeno noi.
Quindi ben venga l'analisi, almeno magari mi spiegan due cose.
A volte mi stupisco da sola delle scelte che faccio, che fino a ieri non avrei preso nemmeno in considerazione.
Che poi a volte pensi tanto, ci ragioni, rifletti, valuti, trovi la risposta esatta, quella che sembra sensata, l'illuminazione attesa, e TADAN. . .  fai il contrario.
Brava.



-' Carthago delenda est. . .'
- 'Facciamo Troia brucia và. . . che è più in tema.''
  F&C








giovedì 18 luglio 2013

Il so di non Sapere

''Il nostro amore si sporca le mani ogni giorno col fango
più di certe idee, più delle maree, più delle certezze
Il nostro amore è sopeso nel vuoto 
ma ha i piedi per terra
più di certe idee, più delle maree, più delle certezze
che si hanno . .
. . Questa è la promessa che ti faccio, io.''

La Promessa- Niccolò Fabi


In realtà non so perchè mi sia messa a scrivere un post sta notte.
Non ho nulla da dire.
Oppure molto, ma non so come gestire questi pensieri.
Sono lì tutti ingarbugliati tra loro, irriconoscibili e quindi il mio tentativo di scriverli per gestirli è fallito.
Avevo promesso che avrei fatto il gioco del ''faccio quello che voglio solo se voglio'' per capire qualcosa sul mio stato del non sapere, ma per quanto credo di star facendo quello che voglio, ancora non so se quello che voglio è la cosa giusta . . . e soprattutto le mie voglie ( se ci sono ancora . .) sono ancora immerse nella nebbia.
Infatti non le vedo nitidamente.
Oggi capisco meno di ieri.
Bene.
Mi sembra la perfetta evoluzione.
Si puo' avere un aiutino?
Una freccia luminosa che ti indichi se è giusto andare per di là o per di qua . . . tipo . . .
Dicono sempre : ''Eeee..quando è la cosa giusta te ne accorgi . . .''
'' Quando meno te lo aspetti.''
L'ho detto anche io tempo fa.
Ma adesso, non so se era vero.
Di certo mentre lo dicevo lo pensavo.
Tanto anche.
Mi mancate certezze.
Tornate da me.

Buonanotte valà, non ho manco il titolo del post oggi.
E non saper nemmeno quello è grave.



- ' E chi l'avrebbe detto . . .'
- ' CHIUNQUE. '
   C&F





 

lunedì 15 luglio 2013

L'epoca del Non Sapere

Odio, detesto, non sopporto non sapere.
Di solito so, anche solo per sommi capi, cosa voglio.
Questo periodo di Non sapere dove non riconosco se voglio o non voglio cosa . . (appunto . .Cosa?) mi snerva!
Non so come sia successo.
Quando è capitato.
Quando è apparso questo periodo di definitivo forse, genericamente esteso al tutto.
Chi mi ha attaccato questa malattia?
E nell'incertezza più totale sarebbe così bello che un giorno arrivasse qualcuno a dirti : ' Guarda lo so io cosa ci vuole per te. Tu non pensarci. Tiè, vivitele. Ciao. Arrivederci.'
Ma non arriva mai nessuno a dirti così, uff . . .
Dovrei attuare il gioco del ''faccio solo quello che voglio'', giusto così . . per provare.
Lo farò da oggi.
Anche se potrebbe essere controproducente essendo che non so nulla potrei trovarmi a non fare più niente.
Peccato, correrò questo rischio.


La parola di oggi quindi è:

SCEGLIERE

1. Prendere, tra due o più cose o persone attentamente vagliate, quella più confacente ai gusti o alle necessità
    (e già qui ho dei seri problemi con il vagliare, con il confacente e anche con i gusti. Per non  parlare  di  capire le necessità. Molto bene. )

2. Prendere la parte migliore di un insieme di cose, dopo averla separata da quella peggiore. (Ah facile . . se mi chiedi di farlo con la frutta al mercato forse ce la posso anche fare..ma altrimenti.. pare facile riuscire ad avere una visione d'insieme del tutto e valutare anche cosa va bene e cosa no. Che poi son donna io e a noi donne, si sà, piace scegliere la pesca che sta marcendo,la più brutta e bacata del gruppo ed impegnarci a farla tornar buona tramite non si sa che miracolo.)

3. Preferire una certa cosa, optare. (Siamo punto e a capo . . )

4. Scegliersi.

La def. 4 in assoluto la più difficile di tutte.
Vado ad iniziare il mio gioco.



' Così tanti coglioni in giro e così pochi nelle mutande, che peccato.'

 G.








martedì 9 luglio 2013

Destinazioni

Nella vita spesso non puoi scegliere.
Le cose capitano, fine, puoi giusto cercare di viverle in una maniera o nell'altra.
Niente di più .
Raggio d'azione finito.
E di solito ce ne lagnamo, non avevamo scelta. Che schifezza.
Ma cosa succede quando il bivio c'é e devi scegliere?
Destra, sinistra?
Vado, resto?
Si, no?
Stare fermi senza prendere una strada, nell' indecisione, può sembrare una soluzione facile, ma non lo é.
Non facendo scelte hai comunque scelto.
Quindi avrai comunque le tue conseguenze con cui passare le notti.
E una volta che hai preso la strada? Per mezzo di un testa o croce, perché comunque come faccio a sapere che direzione prendere se non so qual é la meta alla fine della strada?
Sorte?
Sensazioni?
Non so.
So solo che la strada, per molti tratti ha fatto cacare.
Mi hanno picchiata, derubata e lasciata a piedi.
Non ho più nessuna valigia di quelle che mi ero portata da casa.
Solo alcune zavorre ai piedi, palle e catene di cui non credo di avere la chiave.
E poi ho la mia borsa, piena di me.
E mal che vada se mi stanco, vaffanculo strada, io vado a correre nel prato.

-' Ma che poi, non ho capito, durante il sesso orale..cos'é che si deve dire?'
M. -Anni e anni fa-


lunedì 1 luglio 2013

Io bacio da sola

Ore in aeroporto.
Ormai è un po' casa mia.
C'é un microcosmo del genere umano qui.
Gente che é in ansia e si fa prendere dal panico.
Uomini d'affari che camminano impettiti e non curanti.
Madri che abbracciano una, due, ancora una volta i figli che partono, per chissà dove,chissà quando.
Gente che litiga con chi lavora, a voce alta, per farsi sentire da tutti, nemmeno fosse cosa di cui vantarsi.
Genitori alla finestra che aspettano di far vedere un aereo che decolla ai loro nanetti con gli occhi pieni di meraviglia.
Gente sola persa nei pensieri.
Ma più di tutto ci sono i baci.
Quei baci.
Quelli del non partire, non andare, che ti fanno venir voglia di restare.
E quelli dell'arrivo.
Quelli che sono belli prima ancora che comincino, che sono sulla tua bocca ancora prima di essere scesa dall' aereo.
Sei lì, a ritirare il tuo bagaglio con la testa già oltre le porte.
Quei baci che sono belli ancora prima di darli, mentre acceleri il passo,mentre vuoi raggiungerlo, prima che non è mai abbastanza presto, mentre lo guardi.
Quei baci, negli abbracci stretti, che ti fanno mancare il respiro e ti dicono che sei  a casa, ovunque tu sia.
Poi ci sono volte in cui tutto questo non c'è.
Ma sarai comunque a casa dove c'è sempre un sorriso che ti aspetta.
Oggi io bacio da sola.

- Oh ci sei anche tu? Che bello..inaspettato e gradito come la diarrea.
G.S.




giovedì 27 giugno 2013

Cose che amo.

Ho pochi minuti, qui non c'é tempo. Anzi c'é, ma si usa per ridere e cantare fino a notte fonda.
Ecco una cosa che amo.
Amo svegliarmi qui nel posto che mi ha ricordato parti di me.
Amo il colore di questo mare.
Amo le telefonate la notte che dicono dopo anni 'dove sei?' 'Cosa fai?' e 'sei la persona più meravigliosa che abbia mai conosciuto, senza cazzate..'.
Amo i pranzi a ridere e i ricordi di cosa é stato qui.
Amo la luna rosa, i miei amici e il crepuscolo (da me definito seretta).
Amo le persone, le mie, che ci sono e ci sono sempre state.
Amo il mio cervello che ha delle difese immunitarie strepitose, che resetta e debella l'inutile, il virus, quello delle cose orrende che travestite da meraviglie sono venute solo a ledere.
Amo che la convalescenza sia finita.
E ho un sorriso grande così.
Ed amo anche lui.
Grazie del regalo destino, mi hai salvata.


-'Oh é caduta ancora la linea..'
-' Sarà il karma..'
-' Sempre sia lodato.'

G&R

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