domenica 23 giugno 2013

Dare un nome alle cose

Oggi torno in Sardegna e non in una Sardegna qualsiasi, ma lì dove due anni fa ho fattto stagione,  ho vissuto 5 mesi della mia vita, ho conosciuto persone splendide ( nonostante il tempo meritano ancora questa definizione) e assolutamente di  merda (idem come l'altra parentesi).
Dove è stato segnato un punto di cambiamento.
Ho cambiato lavoro, frequentazioni, prospettive e sono cambiata un po' anche io. Sono cresciuta.

Non so dire in che modo mi abbia modificata, credo che sia poco onesto ed intelligente autodefinirsi, tra l'altro farlo con insistenza fa credere che non ci credi nemmeno tu alla tua autoindotta definizione.
Quindi non lo dico, sono cambiata, punto  e qualcosa di certo mi ha portato dove sono ora.

Bisognerebbe prendere in esame le parole per pensare bene a cosa si dice quando le si usa, prendiamo un termine a caso tipo :

BUONO : (Usa un punto di domanda alla fine dei significati per scoprire se ti ci puoi definire)

1 Conforme a ciò che è ritenuto il bene morale - (???)

2 Benevolo, ben disposto nei confronti degli altri - (Altri  in cui non sia compreso tu)

3 In vigore, non scaduto, valido - (attenzione che VALIDO è un parolone)

4 Apprezzabile per dignità  - (io passerei subito al punto 5)

5 Utile, conveniente, vantaggioso - (Utile . . mmmm . . vantaggioso . . . mmm . .)

6 Valido, fondato, giusto - (ecco . .)

Risposte date? Io sì.
NO.
Per sei volte.
Diamo un nome alle cose.
Quello giusto però.

Oggi torno al mio punto, chiudo il cerchio e dico ciao con un sorriso inspiegabile.




- Come si dice bottiglia in inglese?
- Beer.
  A.









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