lunedì 29 luglio 2013

Servirebbe

Quando ti bacio
Non è solo la tua bocca
Non è solo il tuo ombelico
Non è solo il tuo grembo
Che bacio
Io bacio anche le tue domande
E i tuoi desideri
Bacio il tuo riflettere
I tuoi dubbi
E il tuo coraggio
Il tuo amore per me
E la tua libertà da me
Il tuo piede che è giunto qui
E che di nuovo se ne va
Io bacio te
Così come sei
E come sarai
Domani e oltre

E quando il mio tempo sarà trascorso.

Erich Fried - Quando ti bacio 


La cambio io la vita che non ce la fa a cambiare me diceva la Patty, ed ha ragione.
Sono d'accordo.

Ho passato giorni costellati da appuntamenti dal dentista, conseguenti mal di testa e appuntamenti con la banca, con altri conseguenti mal di testa.
Quindi il mio cinismo è di certo cresciuto, ma accanirmi sul dentista su di un blog mi sembrava poco interessante ed onestamente troppo facile.
Oggi però sono tornati un po' di pensieri, quelli da donna con cervello pensate, ma non comprensibile, di cui parlavamo nel post precedente e nei commenti.
La verità è che non ci serve che qualcuno ci dica che funzioniamo stranamente.
Noi lo sappiamo.
Quindi qualcuno che cerca di sottolineare l'ovvio non ci serve ad un cazzo di niente.
Sapete cosa servirebbe? Qualcuno che cerca di capirci e di prenderci per quello che siamo.
Quella sarebbe una bella novità.
Perchè noi lo facciamo.
Costruiamo alibi per terzi.
Troviamo sempre una giustificazione.
So che a voi non sembra, ma noi lo facciamo continuamente, con tutti.
Tranne che con noi.
Noi non ci perdoniamo mai, pensiamo sempre di essere in errore, anzi no, pensiamo di essere sempre l'errore,  l'incomprensibile, la pazza .
Servirebbe solo qualcuno che sappia guardarci come siamo, anche con le nostre incongruenze, che per inciso abbiamo TUTTI sulla terra, persino i cani.
Se parliamo spacchiamo il cazzo, se non parliamo siamo fiche morte.
Se siamo belle probabilmente ce la tiriamo, ma se siamo brutte che cazzo ne parliamo a fa'.
Se ci stiamo siamo zoccole e se non ci stiamo di certo siamo fiche di legno.
Se siamo forti facciamo scappare gli uomini, ma se siamo stupide siamo inutili.
Siamo sempre troppo o troppo poco.
Servirebbe qualcuno che accetti che siamo come siamo.
Servirebbe che quel qualcuno fossimo noi, per prime.


E poi non accontentarsi.



-' Ma quindi  lui . . . com'è?'
-' Come i sintomi della depressione. '
   G&C







mercoledì 24 luglio 2013

Notti in piedi

Dormire pappararararrapararararra diceva Cecchetto nel Gioca Jouer.
Bravo, facile.
Per te.
Io non dormo.
Motivi? Nulli.
In questo momento il mio compagno è il mal di stomaco/ acidita di stomaco / chi puo' dirlo.
E mia madre ripete costantemente, di fronte al mio elenco di sintomi con malattia già diagnosticata (da me e da Google), ''vai dal dottore e dillo a lui.''
Grazie.
Salutare pappararararrapararararra.
Bravo, ma forse qui si riferiva ad altro.
Vabbè fatto sta che non dormo sta notte e quindi, in compagnia del soffitto, penso a cose miste.
Agli uomini che mi sembrano così distati dalle donne ultimamente.
E alle donne, ne conosco di meravigliose, che sembrano girare in tondo (davvero il riproporsi delle situazioni a volte è spaventoso, ma succederà solo a noi? )
Ad altre donne che invece ti odiano per il semplice fatto che sei donna, che si dimenticano da dove vengono, che sono lì attaccate alle loro scrivanie a farti la guerra perchè sei donna. Intelligente come sparare in guerra ad uno che ha la tua stessa divisa.
Brave.
Che odio.
Poi penso che ci sono donne che si rifanno il culo a 21 anni, solo d'estate però, così stai bene in costume.. ma poi ad ottobre lo togli . . . domanda ''perchè?'' ''perchè è una protesi che fa male, cioè quando ce l'hai non riesci a sederti..''. . . domanda ''e se ti invitano a cena?''
Brava.
E giuro che è un racconto di vita reale.
Insomma sono le 2.32 e ho sonno, ma non dormo.
Penso che quando avevo smesso di fumare stavo decisamente meglio, ma ovviamente ho ricominciato.
Brava.
Ma non è colpa mia. . . una serie di sfortunati eventi mi ha fatto ricominciare.
Grande forza di volontà.
Che cervello che abbiamo noi donnine, dovrebbero analizzarci a campione, ci passano talmente tante cose nella testa che non le sappiamo nemmeno noi.
Quindi ben venga l'analisi, almeno magari mi spiegan due cose.
A volte mi stupisco da sola delle scelte che faccio, che fino a ieri non avrei preso nemmeno in considerazione.
Che poi a volte pensi tanto, ci ragioni, rifletti, valuti, trovi la risposta esatta, quella che sembra sensata, l'illuminazione attesa, e TADAN. . .  fai il contrario.
Brava.



-' Carthago delenda est. . .'
- 'Facciamo Troia brucia và. . . che è più in tema.''
  F&C








giovedì 18 luglio 2013

Il so di non Sapere

''Il nostro amore si sporca le mani ogni giorno col fango
più di certe idee, più delle maree, più delle certezze
Il nostro amore è sopeso nel vuoto 
ma ha i piedi per terra
più di certe idee, più delle maree, più delle certezze
che si hanno . .
. . Questa è la promessa che ti faccio, io.''

La Promessa- Niccolò Fabi


In realtà non so perchè mi sia messa a scrivere un post sta notte.
Non ho nulla da dire.
Oppure molto, ma non so come gestire questi pensieri.
Sono lì tutti ingarbugliati tra loro, irriconoscibili e quindi il mio tentativo di scriverli per gestirli è fallito.
Avevo promesso che avrei fatto il gioco del ''faccio quello che voglio solo se voglio'' per capire qualcosa sul mio stato del non sapere, ma per quanto credo di star facendo quello che voglio, ancora non so se quello che voglio è la cosa giusta . . . e soprattutto le mie voglie ( se ci sono ancora . .) sono ancora immerse nella nebbia.
Infatti non le vedo nitidamente.
Oggi capisco meno di ieri.
Bene.
Mi sembra la perfetta evoluzione.
Si puo' avere un aiutino?
Una freccia luminosa che ti indichi se è giusto andare per di là o per di qua . . . tipo . . .
Dicono sempre : ''Eeee..quando è la cosa giusta te ne accorgi . . .''
'' Quando meno te lo aspetti.''
L'ho detto anche io tempo fa.
Ma adesso, non so se era vero.
Di certo mentre lo dicevo lo pensavo.
Tanto anche.
Mi mancate certezze.
Tornate da me.

Buonanotte valà, non ho manco il titolo del post oggi.
E non saper nemmeno quello è grave.



- ' E chi l'avrebbe detto . . .'
- ' CHIUNQUE. '
   C&F





 

lunedì 15 luglio 2013

L'epoca del Non Sapere

Odio, detesto, non sopporto non sapere.
Di solito so, anche solo per sommi capi, cosa voglio.
Questo periodo di Non sapere dove non riconosco se voglio o non voglio cosa . . (appunto . .Cosa?) mi snerva!
Non so come sia successo.
Quando è capitato.
Quando è apparso questo periodo di definitivo forse, genericamente esteso al tutto.
Chi mi ha attaccato questa malattia?
E nell'incertezza più totale sarebbe così bello che un giorno arrivasse qualcuno a dirti : ' Guarda lo so io cosa ci vuole per te. Tu non pensarci. Tiè, vivitele. Ciao. Arrivederci.'
Ma non arriva mai nessuno a dirti così, uff . . .
Dovrei attuare il gioco del ''faccio solo quello che voglio'', giusto così . . per provare.
Lo farò da oggi.
Anche se potrebbe essere controproducente essendo che non so nulla potrei trovarmi a non fare più niente.
Peccato, correrò questo rischio.


La parola di oggi quindi è:

SCEGLIERE

1. Prendere, tra due o più cose o persone attentamente vagliate, quella più confacente ai gusti o alle necessità
    (e già qui ho dei seri problemi con il vagliare, con il confacente e anche con i gusti. Per non  parlare  di  capire le necessità. Molto bene. )

2. Prendere la parte migliore di un insieme di cose, dopo averla separata da quella peggiore. (Ah facile . . se mi chiedi di farlo con la frutta al mercato forse ce la posso anche fare..ma altrimenti.. pare facile riuscire ad avere una visione d'insieme del tutto e valutare anche cosa va bene e cosa no. Che poi son donna io e a noi donne, si sà, piace scegliere la pesca che sta marcendo,la più brutta e bacata del gruppo ed impegnarci a farla tornar buona tramite non si sa che miracolo.)

3. Preferire una certa cosa, optare. (Siamo punto e a capo . . )

4. Scegliersi.

La def. 4 in assoluto la più difficile di tutte.
Vado ad iniziare il mio gioco.



' Così tanti coglioni in giro e così pochi nelle mutande, che peccato.'

 G.








martedì 9 luglio 2013

Destinazioni

Nella vita spesso non puoi scegliere.
Le cose capitano, fine, puoi giusto cercare di viverle in una maniera o nell'altra.
Niente di più .
Raggio d'azione finito.
E di solito ce ne lagnamo, non avevamo scelta. Che schifezza.
Ma cosa succede quando il bivio c'é e devi scegliere?
Destra, sinistra?
Vado, resto?
Si, no?
Stare fermi senza prendere una strada, nell' indecisione, può sembrare una soluzione facile, ma non lo é.
Non facendo scelte hai comunque scelto.
Quindi avrai comunque le tue conseguenze con cui passare le notti.
E una volta che hai preso la strada? Per mezzo di un testa o croce, perché comunque come faccio a sapere che direzione prendere se non so qual é la meta alla fine della strada?
Sorte?
Sensazioni?
Non so.
So solo che la strada, per molti tratti ha fatto cacare.
Mi hanno picchiata, derubata e lasciata a piedi.
Non ho più nessuna valigia di quelle che mi ero portata da casa.
Solo alcune zavorre ai piedi, palle e catene di cui non credo di avere la chiave.
E poi ho la mia borsa, piena di me.
E mal che vada se mi stanco, vaffanculo strada, io vado a correre nel prato.

-' Ma che poi, non ho capito, durante il sesso orale..cos'é che si deve dire?'
M. -Anni e anni fa-


lunedì 1 luglio 2013

Io bacio da sola

Ore in aeroporto.
Ormai è un po' casa mia.
C'é un microcosmo del genere umano qui.
Gente che é in ansia e si fa prendere dal panico.
Uomini d'affari che camminano impettiti e non curanti.
Madri che abbracciano una, due, ancora una volta i figli che partono, per chissà dove,chissà quando.
Gente che litiga con chi lavora, a voce alta, per farsi sentire da tutti, nemmeno fosse cosa di cui vantarsi.
Genitori alla finestra che aspettano di far vedere un aereo che decolla ai loro nanetti con gli occhi pieni di meraviglia.
Gente sola persa nei pensieri.
Ma più di tutto ci sono i baci.
Quei baci.
Quelli del non partire, non andare, che ti fanno venir voglia di restare.
E quelli dell'arrivo.
Quelli che sono belli prima ancora che comincino, che sono sulla tua bocca ancora prima di essere scesa dall' aereo.
Sei lì, a ritirare il tuo bagaglio con la testa già oltre le porte.
Quei baci che sono belli ancora prima di darli, mentre acceleri il passo,mentre vuoi raggiungerlo, prima che non è mai abbastanza presto, mentre lo guardi.
Quei baci, negli abbracci stretti, che ti fanno mancare il respiro e ti dicono che sei  a casa, ovunque tu sia.
Poi ci sono volte in cui tutto questo non c'è.
Ma sarai comunque a casa dove c'è sempre un sorriso che ti aspetta.
Oggi io bacio da sola.

- Oh ci sei anche tu? Che bello..inaspettato e gradito come la diarrea.
G.S.




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