sabato 23 novembre 2013

Specchio

Gli specchi non riflettono quasi mai le immagini come dovrebbero.
Dipende dal giorno.
In apparenza ci sei tu lì dentro.
Ma cosa vedi cambia.
Giorni in cui vedi che tutto sommato non ti è andata così male.
Dai.
Non sei da buttare.
Sì bhe, forse vorresti cambiare le gambe.
Forse c'è qualche ruga che sulle foto appese al muro, di qualche anno fa, non avevi.
Rughe d'espressione, non di vecchiaia.
Sia chiaro.
Che poi bel conto da pagare per una vita fatta dalle più disparte espressioni.
Sono tutte lì.
Il sole delle tue stagioni.
La stanchezza di quando non dormivi mai perchè non potevi.
Ci sono le sveglie alle 7.00, le prove e i clienti.
Gli occhi chiusi per assaporare il momento.
La bocca aperta senza fiato delle notti in cui non dormivi perchè non volevi.
Le risate con le tue persone.
E le canzoni cantate a squarcia gola in macchina.
Ci sono gli occhi gonfi di lacrime per i più disparati motivi.
Si vede ancora l'ombra degli uomini con cui hai fatto un pezzo di strada.
E lì, ai lati delle labbra,c'è anche la fatica, le delusioni e la rabbia.

giovedì 21 novembre 2013

Offesitudine

Avevo molte cose da dire.
Diversi argomenti su cui scrivere.
Ma oggi sono offesa e non riesco a pensare ad altro.

Ieri la mia vicina di anni 10 è venuta a vendere i biglietti della lotteria della scuola (pubblica).
-'' Ci servono perchè la scuola non ha soldi.''
- ''Bene.. e cosa si vince?''
- '' Eh.. i premi non ci sono devono portarli i bambini da mettere in palio.''
- '' Quindi in questo momento tecnicamente non esistono premi.''
- '' No.''
-'' Quindi vi stanno mandando in giro a fare l'elemosina.
    e poi vi obbligano anche a cercare dei premi per scongiurare la figura dimmerda.
    Che meraviglia.''
-'' Anche per il catechismo li vendiamo, però lì se non finiamo il blocchetto la suora ci sgrida.''
Ora io vomito.
Come spieghi ad una bambina che non è così che dovrebbe girare, che non ci si deve abituare, perchè non è questo il mondo in cui deve voler vivere?
E chi spiega a me dove cazzo vanno i soldi delle tasse ingenti pagate?
Non voglio parlare di politica perchè non ho ne la competenza, ne lo stomaco forte, ma direi che non c'è molto da dire.
Parla tutto in modo molto esplicito.
E la cosa mi offende a morte.

Mi offende anche vedere cosa ha dovuto subire una terra che mi ha ospitato tante volte.
Sardegna, una terra con Dueppallecosì.
Ma a volte le pallecosì non bastano.
A volte, per quanto grosse, non sono sufficienti.

Mi offende sapere che vivo nella nazione con paesaggi più vari e mozzafiato.
Con la cucina migliore.
Con città che parlano.
Storia e storie ovunque, in ogni piccola pietra.
Eppure si è costretti a cercare altrove, a dover vivere fuori.
Che ci sta, ma non quando la scelta è indotta.
Non quando persone a cui vuoi bene devono farlo.
Mi offende vedere che chi si è trasferito in città enormi senza regole e senza criterio, anche di fronte a situazioni pessime, non riesce a rimpiangere questa terra.
Perchè il nuovo che sembra assurdo è meglio che casa tua senza futuro.

Mi offende vedere che noi donne non ci bastiamo mai.
Che lottiamo per mille diritti.
Per essere pari.
Per essere apprezzate.
E le prime che non lo fanno, poi, siamo noi.
Lo facciamo con noi stesse tutti i giorni.
Non siamo mai abbastanza belle.
Abbastanza brave.
E quando crediamo di esserlo trattiamo le altre donne come nemmeno il peggior uomo misogino saprebbe fare.
Siamo soldati con la stessa divisa, dello stesso schieramento che si sparano nelle gambe a tradimento.
Perchè le donne fanno così?
Ci spinge la paura di perdere quello che abbiamo guadagnato?
Il timore che qualcuno ce lo porti via?
Quindi la nostra rabbia viene sempre da lì, dall'insicurezza.
Perchè temiamo quella perchè è più bella, o magari è più brava, più simpatica, più giovane, più bionda.
Allora eliminiamola.
Perchè ci guardiamo come gli uomini di cui ci lamentiamo ( e che smettessimo di frequentare magari si estinguerebbero. Amen.).
Sempre in paragone con modelli che non esistono invece che vederci come persone, tutte diverse.
Con cose diverse da dire.
Con bellezze diverse.
Esperienze diverse.
Biondi diversi.
Non per forza meglio o peggio.

E sono offesa perchè in mezzo a questo ho la fortuna di avere due occhi stupendi.
Che non sono i miei.
E non me li godo quanto dovrei perchè penso a lavori, progetti, instabilità, soldi (che non ci sono), governo (che sarebbe meglio non ci fosse), problemi e che magari non sono abbastanza bella, brava o bionda.

A onor di cronaca oggi è il primo giorno di quei giorni.
Comunque a noi in 5 giorni passa.
Ma io credo che sarò offesa comunque anche tra 5 giorni.


-'' In un'ora sei passato dall'aver mal di gola al cagotto, forse c'è davvero una connessione 
    tra la tua faccia e il tuo culo.''
    G. S.
   










giovedì 14 novembre 2013

La psicologia del Due

Mille volte mi sono chiesta ''Perchè?'' di fronte ad un atteggiamento maschile.
Perchè lo fa?
Cosa penserà?
Quindi non gli piaccio?
Quindi è uno stronzo?
Perchè ieri era così e oggi è l'opposto?
Ho sbagliato qualcosa io?
Cercavo un profilo logico nelle azioni e non trovandolo ci perdevo le notti a ragionarci.
Non ho avuto più fortuna nemmeno quando le domande me le facevo per definire la situazione di un'amica.
La lucidità non serviva.
Niente.
Poi ho scoperto il processo mentale dei due anni.
Ed ho capito.
Premetto per i lettori uomini particolarmente suscettibili che mi riferisco ad una categoria, non parlo di TUTTI.
Anche perchè non li ho conosciuti TUTTI (grazie al cielo).
Quindi la cosa potrebbe anche non riguardarvi.
Se vi sentite toccati, fatevi un esame di coscienza.

L'analisi è molto semplice:
osserviamo un bambino di anni 2 e accostiamo i suoi atteggiamenti a quelli di un uomo adulto.
Il bambino di anni 2 vuole andare al parco a giocare.
Se gli verrà permesso senza fare storie sarà molto contento e non mancherà di dimostrarvelo in modo eclatante.
Non che pensi di necessitare del vostro benestare per fare una cosa.
Assolutamente no.
Ma avrà soddisfatto un suo desiderio.
Quindi sarà felice e ve lo farà sapere.
Tornati dal parco il bambino di 2 anni avrà un' altra esigenza personale.
Perchè il bambino di due anni, ovviamente, vive in esclusivo riferimento a se stesso.
E vorrà, per esempio, giocare con le macchinine.
Ma purtroppo è ora di pranzo e quindi troverà un ostacolo sul percorso della sua soddisfazione personale.
No, adesso non possiamo, adesso si mangia (che puo' essere casualmente tradotto in ''no, abbiamo preso appuntamento con amici e ci stanno aspettando, non possiamo guardare per 10 ore tutti i rigori di 64 anni di calcio italiano. Ovviamente è solo un esempio.)
Il bambino di 2 anni sarà molto contrariato.
All'inizio sembrerà molto triste.
Poi sarà molto incazzato.
Griderà, piangerà e si dispererà come se fosse successa la cosa più grave al mondo.
Pesterà i piedi e vi farà capire con tutti i mezzi a disposizione che la causa di questo Armageddon, cioè la sua insoddisfazione, siete voi. Stronze.
La disperazione sarà all'ennesima potenza perchè il bambino di 2 anni non ha percezione dei vari livelli di dolore nella vita.
Per lui ogni cosa che lo leda è devastazione.
Infatti dimostra il suo dolore a pari merito sia che si rompa una gamba , sia che gli si porti via un giocattolo.
In questo momento buio della sua vita voi cercherete di spiegare , con toni più o meno gentili, che forse questo comportamento è un tantino esagerato.
Lui capirà. Perchè capisce.
Ma non lo ammetterà mai.
Arriverà solo ad un punto di altissima agonia che lo porterà a venire ad abbracciarvi senza dire una parola.
Il tutto non dettato dal pentimeto o perchè abbia imparato qualcosa.
Infatti lo rifarà da lì a poco.
Farà questo gesto solo perchè lui in quel momento vuole così.
O forse sarà offeso a vita e ve lo rinfaccerà fino ai 18 anni.
Chi puo' dirlo.
Questo è.
Non ci sono domande logiche da farsi.
O per lo meno non basate sulla nostra di logica.
Quindi basta domande.
Mettiamoci fuori da un asilo nido a spiare e avremo tutte le risposte.


Ovviamente, ribadisco, non sono tutti così.
Ci sono anche uomini uomini.
Giuro.
Ve lo giuro.
E lo giuro anche a me.



- 'Avete notato che da quando mi ha lasciata **** c'è sempre il sole?
  Sarà un caso?'
  G.













domenica 3 novembre 2013

Due righe di coraggio

Coraggio.
Io ce l'ho.
Non so mentire, i miei occhi e la mia faccia non me lo hanno mai permesso.
Nemmeno il mio passato mi ha reso possibile la cosa, ho capito da subito cosa si prova quando qualcuno ti mente e ho giurato a me stessa che se avrei mai fatto male a qualcuno, sicuramente non l'avrei fatto in questa modalità bieca.
Meglio i vaffanculo.
Meglio la gran voglia di prenderti a schiaffi.
Quindi per essere quella che, come diceva mia madre avrà grandi problemi quando lavorerà perchè non sa star zitta e quindi quella che te lo dice, sempre, a volte bene a volte meno, ci è sempre voluta una certa dose di coraggio.
Un'altra cosa che mi hanno sempre detto è ''non si finisce mai di conoscere qualcuno''.
Stranamente pare non sia possibile che questa affermazione, per qualche fantascientifico miracolo, prenda un risvolto positivo.
Mai che una persona che non avevi finito di conoscere ti sorprenda essendo meglio di come credevi.
Ma ok, ci puo' stare.
Era in conto.
Il problema su cui non ero stata avvisata è quando una persona non cominci nemmeno a conoscerla.
Dall'inizio.
Non stai conoscendo nessuno.
E quando te ne renderai conto piangerai.
E ti dispererai.
E ti incazzerai.
E soffrirai mentre senti di aver assaggiato a tue spese, quanta differenza c'è tra un personaggio e una persona.
Poi penserai se usarlo quel coraggio, che è talmente tanto da pesarti addosso a volte, per scrivere quelle 4 righe in più, ma poi ti fermi.
Perchè scrivere a qualcuno che non conosci?
E conservi il tuo coraggio per una persona che conta :
tu.



3.50 am
- 'Dai, allora posso richiamarti dopo?'
- 'Certo, fai pure, ho messo la deviazione di chiamata sui carabinieri.'
   G & E









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