martedì 31 dicembre 2013

Il cinico pensiero di Capodanno

Capodanno.
Chebbèllecòse.
Di base lo odio.
E non per fare la finta alternativa e la controcorrente come quelli che detestano il Natale.
No.
Perchè il Capodanno è come l'ansia da prestazione.
Vorresti fosse bellissimo per forza, ma già sai che 10 a 1 non sarà all'altezza delle aspettative di nessuno.
Bisogna divertirsi per forza.
C'è chi lo fa passando il tempo in posti dove normalmente non avrebbe messo piede.
Chi ovunque sarà farà finta di divertirsi tantissimo comunque vada.
Chi si sbronzerà fino all'oblio.
Chi lavorerà.
Chi starà in mezzo a gente che di norma non frequenta e forse non avrebbe nemmeno voluto frequentare mai.
Chi si organizza con mesi di anticipo.
Chi non organizza perchè chissenefrega, come me.
Intelligente come le partenze il 15 d'agosto a mezzogiorno.
Perchè per te il Capodanno è un giorno normale, come il 7 Giugno.
Ma non è il 7 Giugno.
Che se poi cadesse in questa data sarebbe tutto più facile, diciamocelo.
Quindi non organizzarsi e fregarsene prevede che prima o poi tu ti debba comunque organizzare.
Magari la mattina del 31 alle 9.00.
Magari la cosa ti fa fumare 4 sigarette per colazione.
Ti trovi a dover metter d'accordo le parti e il tuo cervello.
Poi alla fine c'è la conclusione.
Serata organizzata.
E davvero chiessenefrega.
Contano le due persone in mezzo a cento che sta sera saranno lì con me.
E ci sono.
Anche il 7 Giugno.
E tutti gli altri giorni.


Per il prossimo anno però, qualcuno mi organizza tutto, mi benda e mi dice tanti auguri a cosa fatta?
Perfavore.

Tanti auguri Voi!


- ' Cosa fate a Capodanno? '
- ' Schifo. '
    A.
















domenica 29 dicembre 2013

Avanti il prossimo

Natale è passato.
Arriva lo step successivo.
Anno nuovo, vita nuova.
Certo.
Mi sono ripromessa di stilare i buoni propositi per il 2014, per iscritto e non solo nella mia labile testolina come tutti gli anni.
C'è solo un problema.
Oggi è riaffiorato il senso di disagio.
Quello verso le ripetitive e petulanti vicissitudini della mia vita.
Che poi vicissitudini è un complimento.
Sono situazioni non avvenimenti, perchè sono ferme lì come monoliti da quando ho memoria.
Non succedono,stanno.
Quindi di buono, al momento non mi viene in mente molto.
Potrei dire che vorrei cominciare questi prossimi 365 giorni credendoci.
Credendo in me, in primis.
Nel fatto che non è obbligatorio che la mia vita debba essere sempre così solo perchè lo è quasi sempre stata.
Che posso avere culo.
Che si puo' dormir bene la notte.
Che c'è la possibilità che le cose cambino.
Che io possa smetterla di condizionare ogni mio gesto, anche il più piccolo, in base a questa fottuta situazione.
Che si puo', insomma.
Potrei anche ripromettermi di chiudere tutti i cerchi, seppellire il passato in armonia.
Senza portami valigie piene di rabbia/rancore/paure (cosa che sto già cercando di fare, ma si puo' sempre far di meglio).
Potrei giurare a me stessa di iniziare l'anno come se fosse davvero tutto nuovo.
Ma la verità è che ho pochi veri propositi e un solo vero pensiero.
Che l'anno prossimo, alla soglia dell'  ' Anno nuovo, vita Nuova ' io possa sperare che la mia vita nuova resti identica.



- ' Dobbiamo fare la lista dei buoni propositi per il 2014...'
- ' Io non ne ho. E' il 2014 che deve avere dei buoni propositi per me.'
    G & O


























martedì 24 dicembre 2013

Qualcosa è cambiato

Poche righe.
Una mail.
Un nodo che si scioglie.
E' simile a un magone, ma non c'è tristezza.
Due lacrimoni.
Solo due.
Hanno il gusto della malinconia.
Ma una malinconia dolce, che scalda.
Che ti dice piano che non è stato tutto sbagliato.
Il cerchio è chiuso.
E io sorrido.
Buon Natale.
A chi vuole.


- ' Ah quindi se finisce il mondo il 21, lo facciamo lo stesso l'albero?'
   Madre 21.12.12



lunedì 23 dicembre 2013

Wishlist ossia a Natale devi, non è che puoi

Bene, è arrivato il momento.
So che è molto che non ti scrivo.
Ma so anche che non hai potuto non sentire i miei desideri pensati fortissimo per anni, un po' a tutte le ore del giorno e della notte, in quasi tutti i periodi dell'anno.
Devo anche aver gridato, a volte.
Quindi a meno che tu non sia sordo completamente ( o un intenzionalmente stronzo), non puoi non aver sentito.
Detto questo, l'esperienza mi suggerisce che funzionava un po' di più quando il 23 dicembre ti scrivevo la letterina, con la mia scrittura tremolante da bambina e poi mettevo la busta sul davanzale la sera, aspettando che tu venissi a ritirarla.
Questa è la tua lettera Babbo.
E se la tua vista con gli anni ne ha risentito, questo è il momento perfetto per mettere gli occhiali.

Caro Babbo Natale, 
quest'anno sotto l'albero vorrei trovare :

giovedì 19 dicembre 2013

Consecutio temporum

Poco tempo.
Brutto tempo.
Piove.
Tempo.
Non c'è tempo.
Non vedi?
Scorre il tempo.
Non ti aspetta.
Comunque c'è tempo, che fretta hai.
E' che io vorrei tessere due abitudini, due.
E vivermele.
Altro che passare il tempo a fare cose che non vorrei più dover fare.
Spendendo tempo con gente.
Gente indistinta.
Quattro secondi di quotidianità.
Di cui poi potermi lamentare per la sua cadenzata monotonia.
Tempo.
Che poi non so la strada e piove e devo cercare parcheggio.
Quanto tempo ci vorrà?
Tempo perso.
Che come l'ho perso non lo so.

lunedì 16 dicembre 2013

Tempi probabilmente morti

Sono incazzata.
Ora delusa.
Triste.
Adesso non mi frega un  cazzo onestamente.
Poi sono incazzata di nuovo.
Nervoso.
Schifo.
Direi che il giusto riassunto delle mie sensazioni attuali sono un Bha definitivo.
Ammettere che la gente che ci ha ferito potrebbe essere veramente parte di una categoria oscena di esseri umani è facile.
In teoria.
In pratica se ci avresti passato la vita con queste persone, la cosa si complica.
Diciamo che prendere atto di questa cosa ti fa pensare che anche tu di intelligenza non brilli.
Io ci ho provato.
Lo giuro.
Ci ho provato a  pensare che c'era un motivo, che avrai fatto dei ragionamenti, che parte di te sa che la vita che fa è una merda, che l'eliminazione è da codardi, che ferire e far finta di nulla è da 'persone molto poche', che hai preso coscienza, che c'è qualcosa in te.
Che non è stato tutto sprecato.
L'energia, il cuore, il tempo.

sabato 14 dicembre 2013

Post- it

Mi sveglio, cuffie, Angels dei The xx.
Non ho scelto di sentirla, è lei che ha scelto me.
E mi ricordo che mi dovrebbe ricordare qualcosa.
Ma io quelle cose non me le ricordo più.
Ogni tanto mi sforzo di ricordarle, mi metto proprio d'impegno.
Sgrano gli occhi della memoria.
Una fatica incredibile.
Non vedo niente.
Aloni sbiaditi di cose che so di aver vissuto come belle e che adesso mi urtano, anche solo il flebile contorno che intravedo mi urta.
Roba che sembra appartenere ad un'altra vita lontanissima.
Non mi sembra giusto eliminare così.
Voglio sempre trovare il senso delle cose e così non mi sembra ne abbia molto.
Però è successo.

lunedì 9 dicembre 2013

Mi piacerebbe

Mi piacerebbe smetterla.
Smetterla di essere altamente nevrotica senza preavviso.
Di subire i miei stessi sbalzi d'umore.
Di dar più peso alle cose negative che colgo, che a quelle positive nettamente esplicitate.
Di aspettare, un po' tutto.
Di muovere nervosamente la gamba destra incrociata sulla sinistra.
Di aver mal di gola, che ormai è un mese.
Di non dormire.
Di pensare.
Troppo.
E di sentirmi dire ''Pensi troppo''.
Di pensare ''Cazzo, è vero.''
Di avere ragione.

mercoledì 4 dicembre 2013

Due chiacchiere con Karma

E non mi riferisco alla 'carma' intesa nel senso capitolino del termine.
Che di quella non ce n'è per niente.
Parlo del Karma.
Nello specifico il mio.
Capiamoci Karma, è ora che io e te si faccia un confronto a due.
Schietto.
Visto che fino ad adesso il tuo era un monologo.
La colpa è mia che ti ho dato troppo potere.
E tra l'altro, secondo le credenze più diffuse mi stai dietro da un tot di vite.
Direi tutte, anche se non so quante di preciso.
Insomma, ti ho fatto credere che tu decidessi per me.
Molto male.
E che con i tuoi cataclismatici segnali volessi dirmi qualcosa di intelligente.
Potenzialmente utile alla mia persona.
Vero è che non ti ho mai dato retta un secondo.
Magari mi sono fatta due domande a posteriori.
Ti ho anche insultato un numero di volte tendente all'infinito.
Non ero amichevole mentre ti dicevo che mi stavi sulle palle e che avevi, sinceramente, rotto i coglioni.
Però capiscimi, ci hai messo del tuo.
Non sei stato molto chiaro e spesso nemmeno simpatico.
Per non parlare del tuo giochino preferito, che metaforicamente puo' essere rappresentato dal portarmi un'invitante torta che avevi preventivamente farcito di Guttalax.
Pessimo senso dell'umorismo.
Ma oggi so che il tuo nome, Karma, vuol dire azione e in generale non sei altro che la collezione dei miei processi azione- reazione.
Quindi dipendi da me.

lunedì 2 dicembre 2013

In punta di piedi

Volevo fare la cantante da bambina.
Anche alle medie.
Anche per una buona parte del liceo, a tratti.
Prima mi immaginavo lì, su un palco, con la folla urlante a fare la popstar con le mie amichette.
Poi c'è stata una fase ibrida che sono felice di non ricordare.
Poi mi vedevo cantautrice impegnata, come quelle che cantano sedute, su sgabelli alti con la chitarra in mano.
O che suonano il pianoforte.
Avrei voluto tantissimo imparare a suonare il piano forte.
Voglio ancora, in realtà.
C'è stata una fase in cui, intorno ai 16 anni, ho pensato che se non avessi fatto un lavoro socialmente utile, tipo il chirurgo, la mia sarebbe stata una  banale vita senza scopo.
Però se vedo uno che sta male, dopo 5 minuti sto male anche io.
Dettagli.
Poi volevo fare la donna in carriera e spaccare, letteralmente, tutti i culi.
Essere bravissima, in tailleur a dare ordini.
Da governatrice benevola.
Stimata e parzialmente temuta.
Bravissima.
L'ho già detto bravissima?

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