martedì 29 aprile 2014

Giuro.

Ho sempre ascoltato molto.
Pensato molto.
Detto molto.
Di me, anche.
Ma il mio massimo lo do parlando di quelli che mi raccontano.
Che si raccontano.
Parlo di quello che non dicono e io vedo.
A volte giuro non vorrei vederlo.
A volte di certo posso anche sbagliarmi.
Ma è raro.
E anche questo, giuro, vorrei non fosse così.
Minimizzo i problemi che mi espongono come spaventosi.
No, minimizzo non è il termine adatto...
Li rimpicciolisco.
Ecco.
Sono brava a togliere pesi, tanto quanto so metterli.
Su di me anche.
Su di me soprattutto.
Ma stiamo smettendo.
Giuro.
Ieri, dopo anni, ho incontrato una persona meravigliosa.
Che c'è nonostante il tempo e l'assenza fisica.
E ho scoperto che per lei è lo stesso.
'' Sai cosa? io vorrei circondarmi di persone come te. E' che ce ne sono davvero poco di persone come te. Anzi come te io conosco solo te.''
'' E come sono io?''
'' Tu sei... sei... VIVA. Piena di vita. E lasci l'impronta ovunque vai.''
Ecco.
Io una descrizione che mi faccia più felice forse non l'ho mai sentita.
Giuro.

-' La verità è che dovrebbero salariarmi solo perché penso.'
 G.



mercoledì 23 aprile 2014

C'é.

Non si vede,ma c'é.
É lì.
Come una parte del corpo qualunque.
Come i pensieri che fanno rumore anche quando non vuoi.
Come la mancanza di chi diceva di esserci e non c'é.
Come la paura,l'ansia e quel buco che ogni tanto fa male.
Come quel sorriso che ti viene nel momento meno opportuno.
Perché ti ricordi che sei fortunata.
Che hai persone intorno che ti abbracciano ogni secondo senza nemmeno bisogno di toccarti.
Che tu e loro siete di tutt'altra categoria.
Che hai una forza che non si spiega.
Che,chissà come,sei dentro le persone.
Che non c'é momento perso.
Che più fuori é buio e più tu sai accendere tutte le luci.
E che non passa un giorno senza una risata.
Non uno.
Nemmeno il peggiore.
E il sorriso chiama un altro sorriso.
E poi un altro.
Perché ti ricordi che, morissi anche domani, avresti il sorriso di chi ha vissuto per due. O anche qualcosa di più.
E poi? Sorridi.

- ' I principi scelgono Cenerentola, i ciechi Genoveffa.'
S.

sabato 19 aprile 2014

Parlare, voce del verbo.

Parlare:  Def. - Articolare suoni, manifestare con la voce la facoltà del linguaggio.
Sì.
Non esiste un modo solo, però.
Ce ne sono mille.
E tra le mille conversazioni a vanvera esitono loro.
Quelle perfette.
Che sembrano già tessute da qualcuno prima,tanto sono perfette.
Quelle che ti smuovono i sensi.
L'anima.
Quel punto, tra pancia e cuore.
Quelle che vengono naturali.
Che parlano lievi.
Anche senza parole.
Che ti guardano dentro.
Fin dove nemmeno tu riesci a vedere.
Che sembrano foto fatte da dentro.
Conversazioni che fanno venire i brividi più di una mano sulla pelle.
Conversazioni che ti svestono delicatamente.
Che ti lasciano senza fiato, per quei secondi che sembrano eterni.
Conversazioni che ricorderai.
Domani ancora meglio di quanto le ricordi ora.
Che restano.
Che lasciano il calco.
Conversazioni più intime del migliore dei baci.
Perchè non c'è niente di più erotico di due teste.
Circondatevi di questo.
Di discorsi.
Rari tanto quanto preziosi.
Di persone che vi guardano dentro.
Di persone che vi vedono dentro.
Di persone piene.
E' lì tutto l'eterno che conta. 
C'è un sacco di tempo per il vuoto.
E io non ne ho da perdere. 


- ' Sai cos'è il bello?'
- ' No.'
- ' Ecco, neanche io.'

 




domenica 13 aprile 2014

Donne a pezzi

Ci sono donne.
E donne.
Donne fatte da una sola immagine.
Una foto.
Bella, brutta.
Quello va a gusti.
O a diottrie.
E poi ci sono le donne a pezzi.
Un puzzle che di tasselli ne ha mille.
Forse anche qualcosa in più.
Non ci si capisce niente all'inizio.
A volte invece si pensa di aver già capito tutto.
Pezzi di giudizi allo specchio.
Pezzi di non si arriva  mai.
Pezzi di viaggi, non importa se fatti fisicamente oppure no.
Pezzi di colori che nemmeno loro conoscono, di cose che ancora non sanno di volere,che ancora non sanno di essere.
Pezzi di giornate troppo lunghe.
Pezzi di attimi troppo corti.
Pezzi di bilance con il numero sbagliato.
Pezzi di bocche che non sanno tacere, che non sanno fingere, che non sanno mangiare.
Che dicono, che raccontano, che si aprono, che baciano.
Pezzi di caratteri forti, più forti di quanto credono.
Pezzi di non ho bisogno di nessuno io.
Pezzi di bugie, dette a se stesse.
Pezzi di pelle con i brividi, di paura,di passione, di musica, di respiri profondi.
Pezzi di mani che stringono, che si studiano, che si consolano, che si raccolgono, che ti sostengono.
Pezzi di domande che hanno il sapore dei perchè, di come faccio.
Pezzi di cose fatte, che sembrava impossibile e invece.
Pezzi di verità assoluta.
Di gioia totale.
Di risate che fanno.
Che fanno fare.
Pezzi di discorsi lievi e di ruspe che buttano fuori anima, tanta che nemmeno sapevi di avere.
Pezzi di voglie, di esserci, di godersi tutta la semplicità che c'è. Quella che sa di amici, di vino rosso, di un prato al sole, di spiaggia deserta, di primavera.
Pezzi punto, a volte, quelli in cui si scompongono per guardarsi meglio.
A volte perchè devi, a volte perchè vuoi.
Donne a pezzi, e che pezzi.
Certo ci vuole passione, pazienza e impegno.
Ma il quadro sarà stupendo.
Più di quanto credi.
Più di quanto credono, soprattutto.


 - ' Brindiamo ad altro. A tutt'altro.'
     V.      





Ph. Sebastiano Rossi















lunedì 7 aprile 2014

Attendere prego. Non credo.

L'attesa é la peggiore delle torture.
Una condizione logorante.
Deleteria.
Senza senso.
Senza utilità.
L'attesa serve solo raramente e per essere positiva deve essere necessariamente breve.
Per me l'attesa é finita.
L'eterno stand-by é terminato.
Perché così ho deciso.
E non c'é altro che serva per smettere di stare nel limbo.
Tu scegli.
Tu decidi.
Tu l'hai accettata.
Tu smetti.
Semplicemente.
Il mio percorso di tacita attesa degli eventi é terminata.
I cari eventi dovranno stare al mio passo.
Aspettare.
No,grazie.
Io vivo.
- ' Guarda,eri più simpatico quando non c'eri.'
F.

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