giovedì 26 giugno 2014

Nonsense

Viaggi.
Con il corpo, con la testa.
Ieri.
Cosa c'era.
Oggi.
Che fa sfumare ieri.
Prima non c'è più.
Per lo meno non come prima.
La prima.
Volta.
L'unica.
Per quanto tempo.
Tutto il tempo.
E si ferma il tempo.
In attimi.
Perfetti.
Perfetto come te che non sei perfetto.
Ma sei perfettamente.
Piani.
Nessun piano strategico.
Piano.
Inclinato.
E se è un palazzo è l'ultimo.
Quello più bello.
Quello da cui si gode della vista migliore.
Da cui si vede meglio la grondaia.
Che fa venire le vertigini.
Allo stomaco.
Alla testa.
Paura.
Del troppo.
Del quanto,quanto quanto.
Tanto che non lo so calcolare.
Non lo so dire. Non lo so.
Non si fa e io lo faccio.
Vero.
Così tanto che non si può fingere.
E'.
E cambia la vita.
E cambio io.
Basta un attimo.
Una finestra.
Uno specchio.
Due occhi.
A modo mio.
Il modo giusto.
Forse no.
Ma l'unico.
E ha così poco senso che ha più senso di tutto il resto.



-' Cosa posso prendere per l'influenza?'
-' Stricnina?'
  A&G




domenica 22 giugno 2014

Dell'amore e altre domande

'Vorrei capire insomma che cos'è l'amore,
  dov'è che si prende dov' è che si da.'
- L. Dalla, Le rondini -


Domande.
Siamo pieni di domande.
E le risposte ci saranno, forse.
Ma dove di preciso spesso non lo sappiamo.
Anzi, alle domande più importanti il più delle volte non le troviamo.
Le risposte.
Ancora più spesso non le cerchiamo nemmeno.
Perchè sapere fa più paura del non sapere.
Domande.
Tante, tantissime vertono sull'amore.
Da tempo incalcolabile. - non l'amore, il tempo. O forse entrambi-
E se lo chiedono tutti, ovunque.
E nonostante i punti di domanda non abbiamo una soddisfacente risposta con punto fermo abbastanza fermo.
Forse è meglio soli.
O forse meglio in due.
E mentre mi sento in due, c'è ancora il mio uno?
E mi basta o è troppo?
Quanto perdo e quanto guadagno?
E' vero o no?
Come succede?
Cosa crea pensieri monotematici involontari.
Vertigini allo stomaco.
Pelle che freme.
Equilibri sbilanciati.
Profonda voglia di guardare dentro all'altro.
In fondo più in fondo.
Entrarci.
Passeggiarci attraverso.
Per vedere tutto, sentire tutto.
Dura, non dura?
Cambia, cambierà?
E' reale o non lo è?
E perchè lui e non qualcun altro?
Non c'è risposta.
E se c'è io non so dov'è.
E pare io sia in compagnia in questo senso.
Forse  il fatto che crei domande è l'unica risposta.
Che poi ci vorrebbe qualcuno che risponde alle domande.
Ma il fatto è che la risposta manca a te e anche a me.
Tutti prima o poi lo provano.
Si interrogano.
E nessuno ha la risposta.
Che se ci pensi, forse, che nessuno abbia la risposta, è proprio la vera risposta.


-' Io me ne fotto delle risposte, io voglio le domande.'
   A.











giovedì 5 giugno 2014

Fili

Ecco cosa succede quando ti abbandonano al lavoro da sola per ore e tu hai terminato tutte le cose intelligenti da fare.
Succede che i pensieri lievitano.
E sei lì che pensi che dovresti scrivere, ma non sai bene cosa.
Che dovresti avere un filo e invece non ce l'hai.
Nella vita in generale dovresti avere un filo.
Invece matasse.
Colorate per carità, magari anche belle nel loro aggrovigliato disordine.
Comunque sempre non un filo da seguire.
Quindi sei qui nel tuo ufficetto con balcone e succede che vorresti uscire, senza avvertire, senza dire ciao, farti un giro comprare 5 o 6 libri a caso, solo perché ti ispira la copertina, comprare il gelato, e mangiarlo al parco insieme ai tuoi libri.
Anche ai libri, sì.
Comunque lo pensi fortissimo, quasi ti sembra vero, stai già scegliendo i gusti e invece non lo fai.
Ti frenano delle conseguenze.
Che di per sé nemmeno temi.
Anzi.
Mi sono ritrovata dal NON avere lavoro ad averne 3 in potenza.
Mi sono ritrovata a pensare cose che dopo 8 secondi netti sono state cancellate da un temporale estivo.
E che temporale.
E succede che ti accorgi che hai passato una vita a pensare ai perché passati e agli 'Oddio' futuri.
E che la tua testolina si è rotta le palle prima di te, è in sciopero e non pensa più, se non ad oggi, solo oggi, esclusivamente oggi.
E la realtà é che non si é capito niente.
Ancora non sto capendo niente.
Ma non é colpa mia.
É colpa della matassa.
E dei colori.
Soprattutto.

- ' E ti da corda?'
- ' Sufficiente per impiccarmici.'
    B.

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