sabato 30 agosto 2014

E non puoi farci niente

C'è voluto del tempo.
Dopo un un periodo di considerevole odio profondo.
Ma poi ho imparato ad amarla l' imprevedibilità della vita.
Quella parte che non ti aspetti, che non volevi, che non avevi nemmeno lontanamente previsto.
Il colpo di vento che ti fa volare le carte dal tavolo.
E bisogna ricominciare.
Perché cazzo stavo vincendo, dopo il vento,conta poco.
E se ti disperi conta poco.
E se ti incazzi pure.
È quella cosa che chi- lo - avrebbe- detto.
Eppure poi lo hai detto.
Quella che senti arrivare, nell'aria come un profumo, e pensi che non arriverà se ti tappi il naso.
Non può piacermi, non è vero, non è possibile.
E invece.
E poi è un coglione.
E intanto.
È quello che non- puoi - farci-niente.
È quella cosa che va oltre.
È  che puoi fare mille viaggi (e amarli pazzescamente) ,ma casa tua resta sempre lì,tra le tue cose.
Puoi conoscere milioni di persone, le tue persone, non si sa com'è,sono sempre quelle.
E puoi provare a non innamorati perché tanto dove andiamo uguali così, filosofi del tutto e del niente.
Ci basteranno le canzoni di un vecchio giradischi, le parole scritte a penna, il fiato corto di quando ci si vede dopo poche ore lontani?
E poi da vecchi sapremo ancora scalare le finestre?
E anche con queste paure, anche se non bastasse domani, potrei evitare di amarti oggi?
Mi sa di no, per fortuna.

- ' E ti piace?'
- ' Sono sotto come un mandarino in una      cesta di cocomeri.'
G & Z

martedì 12 agosto 2014

Ventinovennio

Domani è già qui, domani è già qui.
Sì.
Eppibordeitumi.
Se fossi saggia, oggi, dovrei tirare le somme di cosa ho imparato in 29 anni di esistenza.
Oggi perchè domani non ho tempo.
Devo festeggiare.
Ho questo incombente onere.
Dovrei guardare oltre le mie prime rughe da sedicenne e dire che sono molto cambiata.
Maturata.
Cresciuta.
E che sono arrivata.
Che sono realizzata.
Ormai donna.
Forte.
Indipendente.
Intraprendente.
Soddisfatta.
Risolta.
Dovrei fare delle riflessioni su me stessa.
Molto adulte.
Molto intelligenti.
Invece penso al 13 agosto 2007 e vedo 3 mete, 2 macchine, 5 amiche, svariati alcolici e mal di schiena da dormo.dove.mi.pare.tanto.sono.giovane.e.posso.fare.quello.che.voglio.
2008 e molte ore di veglia, quasi nessuna di sonno, il tetto di una masseria, candele e una famiglia di 50 persone che 3 mesi prima non sapevo chi fossero.
2009 e un cielo mai visto con una luna gigante color rubino, 2 compagne di stanza e un sacco di gente, una notte infinita con i piedi nella sabbia.
2010 e un bar che era come mio, in piedi sul bancone e qualche struggimento di cuore e anima (non della sottoscritta, stranamente).
2011 e una Sardegna sempre più bella, una gran voglia di scappare, 2 persone prima di tutto e un gelato con la candelina.
2012 e un faro, un jingle, un po' di tristezza e un grande amore.
2013 e una spiaggia affollata nel posto in cui non volevo essere e un grande amore finito.
Oggi una casa mia, novembre dalla finestra, l'alba dell'ennesimo cambio di rotta, una cana ai piedi del letto, le voci di chi passeggia in centro, un pavimento da pulire ma non ho voglia, un letto disfatto, un cuscino da respirare e l'attesa di affacciarsi alla finestra quando finalmente suonerà il campanello.
E quel sorriso lì.
Domani 2014 magari vi dico qualcosa di più intelligente da donna matura, come si conviene.
Domani.
Magari.
Adesso suona il campanello.
Devo andare.
Anzi, Voglio.


- ' E tu ti diverti nonostante te stessa? '
    B.


martedì 5 agosto 2014

Tieni il tempo ( se ci riesci)

Tieni il tempo.
Cantava Max.
1995.
Ritmo.
Con le gambe con le mani.
Tanto non cambia.
Provaci pure a tenere il tempo, tanto è lui che tiene te.
Il tempo non esiste.
Ma ci guarda tutti i giorni.
Ed ha un sapore che cambia continuamente.
Sapore agrodolce vestito di malinconia, quando 'ti ricordi quella volta'
e si ride, e lo si guarda come una bella foto appesa al muro.
Sa di rancido quando si ricorda il dolore di un momento che, per quanto sbiadito, fa sentire la stesso odore pungente, quello della paura.
Paura che torni, che si riproponga , che si ripresenti quel ritaglio di passato, che resusciti dal defunto ieri.
Sa di caramello e zucchero filato, ai limiti della nausea, quando torni sui passi di quello che è stato, e ti coccoli quei  quattro momenti belli (perchè se ci pensi bene, ce ne sono stati giusto quattro, non di più... fidati) facendoli diventare motivo di domande insensate, zavorre per non proseguire.
E intanto la nausea sale.
Sa di troppe sigarette e pessimo alcool, ma ha un colore terso e acceso, quando è nostalgia.
Di quei momenti lì che sembravano spensierati, ma che in realtà avevano più pensieri di adesso.
Quando eravamo vivi tutto d'un fiato per non morire.
Serate leggere, con i pensieri rimandati, regalati a qualcun altro
Quando questa notte è ancora nostra e il giorno è di tutti tranne che mio.
Qualsiasi sia il gusto del passato ci capita di stare lì a tesserlo per ore.
Disfarlo e rifarlo come una penelope annoiata.
Dimenticandoci, da bravi essere umani, che quello che c'è adesso è quello che dovremmo guardare bene.
Da vicino.
Dovremmo occuparci di oggi.
Che intanto passa.
Con le gambe con le mani.
E non fermarti fino a domani.
Che domani è tardi.


-' E se aspetto un bambino???'
-' E tu non aspettarlo.. vai.'
  C&Z









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