mercoledì 29 ottobre 2014

Due è un numero pari

Un flusso con poca logica.
Direi uno sgorgare.
Un verbo che ricorda lo sturare un lavandino intasato.
Dolore corretto rabbia, questa volta non mi avrai.
Poche parole su pensieri enormi.
Direi cardini, più che parole, che saldino i concetti di una cosa che conosco poco, ma che voglio molto.
Non li dirò.
Non li so.
So solo che il numero 2 é formato dall' 1+1.
Due numeri uguali.
Nessuno supera l'altro.
Nessuno sta sopra.
Nessuno vale di più.
Nessuno è più perfetto o più comprensibile o migliore.
Sono 1 e 1.
Vicini.
Affiancati.
Uniti.
Sul medesimo piano.
Distinti, ma uguali.
Ognuno con i suoi limiti da numero qualunque.
Ognuno con i suoi pregi da numero primo.
Pari.
Come il numero 2.
Il resto è prima elementare e poco vale.
- ' Tu ridi, ma scherzi..'
    B. 


 

venerdì 17 ottobre 2014

Inerzia vitale.

E' tornata senza che nessuno la chiamasse.
O tanto meno la cercasse.
Non ci si pensava proprio.
La fase dell'inerzia vitale, è qui.
E' quel momento della vita che non sai spiegarti.
E ogni volta che arriva, sembra nuova.
Anche se la conosci, per carità e pure bene.
Sarà che ho la memoria del pesce rosso vinto alla fiera, sarà che le cose che mi stanno sulle palle tendo a rimuoverle, tant'è che è qui e io non so come accompagnarla, più o meno gentilmente alla porta.
Non mi ricordo come l'ho fatta andar via le altre volte.
E' un po' come quella sensazione ( che io, personalmente, ho ogni inverno) dell' aprire l'armadio, non sapere cosa mettere, non trovare un capo utile, imprecare, chiedersi come andavi in giro vestita la stagione scorsa.
Tanto per capirci,la fase di inerzia vitale presenta i suddetti sintomi:

- Ti senti osservata fissata da un' altra te accigliata e con aria di compatimento verso la tua persona

- Hai la granitica sensazione di non star facendo nulla nella tua vita che valga la pena

- Ti senti nuda, avvolta da una pizzicante quanto fastidiosa coperta di lana grezza,composta da       sensazioni di simil fallimento.

- Senti che i tuoi sforzi ti porteranno lontano quanto la corsa forsennata di un criceto sulla ruota

- Serpeggiante sensazione di infeltrimento cerebrale

- Umoralità instabile ( ma quello, nel mio caso, non è molto indicativo)

- Sforzi di meningi per capire qual è la strada da prendere

- Inutilità totale degli sforzi sopracitati

- Stanchezza esistenziale

- Sensazione netta che tutti siano arrivati nella vita, tranne te

- Sensazione di inadeguatezza verso tutto, fosse anche buttare la spazzatura

- Noia di te stessa

Ora, la fase si sa, lo dice la parola, è passeggera.
Quindi te ne andrai.
Ma visto che :
ci conosciamo, che ogni  tot passi di qui senza nemmeno chiedere permesso,
stalli a casa mia come se fosse tua, ogni giorno un po' più ingombrante e disordinata e senza preavviso te ne vai, sta volta non si potrebbe esaurire il tutto con due convenevoli, mezza chiacchiera fintamente cordiale e un sano vaffanculo?
Senza che ti sforzi,faccio tutto io.
Soprattutto il vaffanculo.



- ' La dignità va nell'umido?' cit.







domenica 12 ottobre 2014

Piace, poco.

Piace costruire castelli e poi vedere se vengono giù con le cannonate umorali.
Piace star lì a dubitare tanto, di tutto e vivere poco.
Piace vedere se dando ombra si riceve luce.
Piace mettere alla prova senza provare per primo.
Piace vivere ovunque tranne che qui ora.
Piace scoprire fino a che punto si può arrivare stando fermi immobili.
C'è a chi piace.
A me no.
A me piace godere delle cose piccole, quelle invisibili che non sa vedere quasi nessuno.
Vedere l'eccezionale nella non eccezione.
Scoprire cosa mi riempie lasciando lo spazio, facendo posto.
Scoprire che tutti i giorni uguali sono diversi se lo voglio io.
E mi piace tanto, ma proprio tanto smettere a tutti costi di rendere la vita complicata.
Che tanto, rilassati, non ha bisogno dei tuoi sforzi per esserlo.

-' Devi fare come me, vivi ogni giorno come se fosse l'ultimo. '
- ' E nel tuo caso speriamo che tu abbia ragione.'
M.

venerdì 10 ottobre 2014

Comunque

Ieri ho scritto un post.
Poi mi hanno interrotto.
Adesso non so più se lo finirò.
I pensieri di un blog sono un po' come le lettere d'amore, bisogna affrancare la lettera e correre ad imbucarla subito, perchè se ci pensi su un secondo, non la spedirai mai.
Che poi chi è che scrive ancora le lettere d'amore.
Al massimo mail d'amore.
Messaggi d'amore.
Whatsapp d'amore.
Anche perchè nella precarietà di oggi, quella di mente e di cuore, tempo che la lettera ti arriva quello magari ha già cambiato idea tre volte.
Con i messaggi istantanei, per lo meno, si spera che l'uomo in questione per un istante quel pensiero lo mantenga.
Due istanti no eh, non illudetevi.
Comunque...
A proposito di idee fugaci, nel post non postato si parlava di me che non so ancora cosa voglio fare e cosa devo fare.
Che non so cosa voglio fare nella vita, ma so solo come voglio sentirmi nella vita.
Che però non ho ancora capito cosa devo fare io per sentirmi così.
Che una mattina penso che vado dove voglio e l'altra faccio fatica a fare il percorso letto - bagno.
Che parlo di me con me, che tradotto sa di 'Parlo da sola'.
E potrebbe essere non troppo sano.
E il posto dove vivo non è che mi agevoli.
E parlo della nazione più che della località.
Giusto per essere chiari.
Che poi quando con me stessa non solo parlo, ma mi lamento, la questione peggiora.
Anche perchè io odio chi si lamenta.
Si lamenta e non fa niente.
Sia mai gli sfumino i motivi per fare la cosa che sa fare meglio.
Lamentarsi, appunto.
La chiave, forse, ma io credo che il forse si potrebbe pure togliere, è quella che mi disse il mio amico fotografo, artista e sublime cacciatore di essenze istantanee (potete vedere che è vero qui: http://www.sebastianorossi.com/ ) e cioè che si ti senti un genio e vai in giro a dirlo a tutti, prima o poi ci crederanno.
Quindi perfetto.
Sono un genio.
L'ho detto.


- 'Quando andavo al liceo, studiando storia, pensavo a come potevano sentirsi quei poverini che vivevano periodi storici di merda. Ora lo so. Grazie.' cit.





Potrebbero piacerti (forse)

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...