sabato 20 dicembre 2014

Gli uomini piedistallo

L'uomo piedistallo ha,come caratteristica primaria, il voler stare sopra a tutte le cose.
Su un piedistallo, per l'appunto.
Questo perchè tale categoria saggiamente sa, che l'altezza regala 3 vantaggi fondamentali:

1. Stando lontano dall'umana terra, difficilmente troverà confronto diretto con altri esseri umani.
Perchè si sa, a certe altezze,davanti a sè vedrà poco più che il nulla ed è così che fomenterà la convinzione di essere l'unico, il solo, wow.

2. Anche la vista più acuta, faticherà ad arrivare fin lassù  e così, sarà difficilissimo, vederlo davvero per quello che è. Inoltre l'altezza in cui si pone permetterà ai suoi occhi di vedere tutti piccoli rispetto alla sua prospettiva e alla sua persona.

3. L'altezza ragguardevole impedisce alle sue orecchie di ascoltare qualsiasi parola, opinione, discorso che non siano quelli che si fa da solo.

L'uomo piedistallo crede di essere in cima al mondo, ma non lo è.
Non essendone del tutto cosciente cercherà donne all'altezza del suo calibro (anche se fittizio) e per sentirsi come se fosse dove crede,si comporterà così:

Non vi ascolterà.
Le vostre parole non arriveranno mai fino alle sue orecchie.

Sarà l'unico centro del Tutto previsto.
Prima lui, solo lui,soprattutto ( per ovvi motivi di location presunta) lui.
Per voi e per lui.

E vi vedrà piccole, vi farà sentire piccole e vi tratterà come tali per sentirsi in vetta.

Quindi donne grandi, diffidate dall'uomo piedistallo perchè vi renderà operaie sottopagate della sua opera personale.
Ve lo farà costruire e reggere tutti i giorni quel piedistallo che non ha.
E voi uomini piedistallo cercatevi una donna comodino, se proprio volete accompagnarvi a qualcuno di diverso da voi stessi.
Una che sta zitta, ferma e che lascia che vi appoggiate sopra il vostro ego.
Oppure lasciate perdere il piedistallo e giocatevela partendo dalla base, che tanto l'altitudine, si sa, fa male al cervello.


- ' Guarda, ho i coglioni per terra.'
- ' No, tesoro. Hai i coglioni intorno, è diverso.'
    O&G


martedì 16 dicembre 2014

Buonanotte

Sono un po' di giorni che vorrei mettermi a scrivere.
Diversi temi nella testa.
Spunti trovati sostando 84 ore in Stazione Centrale ( purtroppo non è un modo di dire) , guardando le altre coppie, rasentando la psicopatia nell'immaginazione del passato altrui, perdendo e ritrovando le parole e i gesti.
Ma non scriverò nulla di tutto ciò.
Non adesso, per lo meno.
In questi giorni mi sono gustata due monologhi di chi le parole le conosce, le riconosce, le vive, le ama e le cura.
Bergonzoni (vi consiglio di vederlo e soprattutto di ascoltarlo,una volta nella vita) e Benigni.
Due maestri del dire e del dare.
Gente che sa come mettere infila i pensieri, tanto da renderli tuoi.
Il che ti spinge a volerci trovare la stessa arte, saper creare qualcosa e al contempo ti fa sentire piccola e insipiente,nana dello scrivere, invisibile nella comunicazione.
Quindi, con una sorta di rispetto, oggi taccio quasi.
Mi fumo la sigaretta della buonanotte e mi porto nel sonno la coscienza del mio modo di parlare, con te.
Che poi è una delle cose che amo di più.
Accusandoci rabbiosamente, cercandoci nei discorsi, dimostrando e dimostrandoci le nostre argomentazioni, cercando sempre di essere io te e tu me, anche da lontano, anche da lontani.
Trovando sempre un punto dove incontrarci, a volte per caso,
perchè alla fine è sempre lì che vogliamo tornare.
E' sempre lì che vogliamo essere.
Le nostre parole sono come le ombre cinesi delle nostre prime notti.
Cambiano in base alle nostre mani, alla luce che vogliamo dare e ai nostri occhi.
E al fatto che a volte vorremmo fare un coniglietto e ci viene fuori un T- rex.
E' sempre bello rincontraci e riconoscerti.
Come le parole.
E adesso buonanotte, senza rileggere.


- 'E adesso zitto, che sono ai limiti dell'orchite.'
   A.




martedì 2 dicembre 2014

Chiedere

La cosa migliore che si può chiedere ad una giornata è questa.
Tornare a casa, distrutte o soddisfatte.
Aprire la porta di casa.
Accelerare il passo sulle scale, con quella fretta al cuore che accompagna i tuoi passi.
Quella fretta che hai coltivato tutto il giorno.
Da quando hai aperto gli occhi.
Tanto che l'hai fatta germogliare.
Ed era lì nella tua testa a darti la forza per affrontare la stanchezza, la fatica.
Sapendo che il regalo c'è e ti sta aspettando.
In cima alle scale.
Ed casa.
Dietro la porta, tra le braccia.
Con quel respiro tra i capelli che ti dice che puoi tutto.
Tutto passa.
Tutto si rimpicciolosce di fronte a quel respiro, quelle mani, quella bocca.
E sai di essere a casa, ovunque.
È questa la cosa migliore che si può chiedere.
Ad una vita.
- ' Ma il treno dove lo prendo?'
- ' Speriamo che prenda lui te.'
A.

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