martedì 16 dicembre 2014

Buonanotte

Sono un po' di giorni che vorrei mettermi a scrivere.
Diversi temi nella testa.
Spunti trovati sostando 84 ore in Stazione Centrale ( purtroppo non è un modo di dire) , guardando le altre coppie, rasentando la psicopatia nell'immaginazione del passato altrui, perdendo e ritrovando le parole e i gesti.
Ma non scriverò nulla di tutto ciò.
Non adesso, per lo meno.
In questi giorni mi sono gustata due monologhi di chi le parole le conosce, le riconosce, le vive, le ama e le cura.
Bergonzoni (vi consiglio di vederlo e soprattutto di ascoltarlo,una volta nella vita) e Benigni.
Due maestri del dire e del dare.
Gente che sa come mettere infila i pensieri, tanto da renderli tuoi.
Il che ti spinge a volerci trovare la stessa arte, saper creare qualcosa e al contempo ti fa sentire piccola e insipiente,nana dello scrivere, invisibile nella comunicazione.
Quindi, con una sorta di rispetto, oggi taccio quasi.
Mi fumo la sigaretta della buonanotte e mi porto nel sonno la coscienza del mio modo di parlare, con te.
Che poi è una delle cose che amo di più.
Accusandoci rabbiosamente, cercandoci nei discorsi, dimostrando e dimostrandoci le nostre argomentazioni, cercando sempre di essere io te e tu me, anche da lontano, anche da lontani.
Trovando sempre un punto dove incontrarci, a volte per caso,
perchè alla fine è sempre lì che vogliamo tornare.
E' sempre lì che vogliamo essere.
Le nostre parole sono come le ombre cinesi delle nostre prime notti.
Cambiano in base alle nostre mani, alla luce che vogliamo dare e ai nostri occhi.
E al fatto che a volte vorremmo fare un coniglietto e ci viene fuori un T- rex.
E' sempre bello rincontraci e riconoscerti.
Come le parole.
E adesso buonanotte, senza rileggere.


- 'E adesso zitto, che sono ai limiti dell'orchite.'
   A.




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