sabato 24 gennaio 2015

L ' insostenibile inutilità dell'essere

Notti corte.
L'alba che arriva.
Il vociare dei ragazzini che vanno a scuola.
Il russare di cana.
Il piumone.
E io dentro.
Faccio colazione e poi mi riaddormento.
E mentre mi verso in gola, con immensa grazia, cereali al cioccolato dalla scatola, penso.
Azione fuori moda, superata da un pezzo dai più.
Penso a come il suonare il piano assomigli al vivere le persone.
Un'attrazione, un vibrare, un'immergersi, sempre più, con impegno, dedizione e una buona dose di sbattimento e frustrazione.
Ma lo senti quando il suono ti entra nelle dita.
Quando è tuo.
Quando fate parte della stessa melodia.
E sei tu con la tua voglia e con i tuoi sforzi a rendere quell'oggetto qualcosa di diverso da un soprammobile.
Altrimenti compravi una cassapanca.
E nella vita è uguale.
E te ne accorgi troppo tardi.
Spesso.
Ecco, adesso dormo.
Mentre gli altri si svegliano.

E questa festa non mi diverte più.
Son già sulla porta.
Io vado al mare.

Buonanotte.

- ' Scrivi tre aspetti del tuo carattere, dai dimmi...'
- ' Mmm... Bello.
- ' Ma come bello?!'
- ' Mmm.. vero, molto bello.'
Compiti - nipote -8 anni

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