sabato 21 febbraio 2015

Au revoir

C'è la valigia aperta sul pavimento.
Troppo grande per il viaggio che deve fare.
Sono fin troppo abituata alle valigie troppo grandi, troppo pesanti da portare.
Piene di domande inutili.
Le ho bruciate quelle valigie.
Non le voglio e non mi servono.
Pesano solo.
Apro la finestra e lascio entrare quella aria fresca e umida.
Sento il rumore della pioggia e guardo il mio quadro appoggiato alla parete.
Sul pavimento anche lui, come la valigia.
In casa mia spesso le cose non sono nel posto che dovrebbero avere.
Nella mia vita anche.
E mi piace che non ci sia un posto dato perchè si deve.
L'asse da stiro è il cavalletto della mia tastiera.
La tristezza e il sentirsi fuori luogo sono appese alla ringhiera e stanno per volare di sotto.
Il cesto della biancheria è il tavolino del salotto.
Le frasi acide ed incattivite non hanno posto.
Non ci stanno.
Stonano.
Nel cesto della frutta ci sono lettere scritte a mano e bollette non ancora pagate.
Sulla mia faccia non c'è più nessuna tristezza.
Sul mio campanello c'è scritto 'oculista' e non il mio nome.
Ma è proprio il posto giusto, perchè qui si è ricominciato a vedere.
Au revoir.
Parto mentre son tornata.

 ' La luce è più veloce del suono.
   Per questo motivo alcune persone sembrano brillanti fino a quando non parlano.'
   Cit.








Nessun commento:

Posta un commento

Potrebbero piacerti (forse)

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...