martedì 17 febbraio 2015

La conta

Sono una donna.
Ormai.
La mia carta d'identità, che non ho perchè l'ho persa e che non ho mai ritrovato, come la voglia di rifarla, dice che ho 30 anni, ormai.
Quindi sono una donna.
Oggettivamente.
Non so oltre all'anagrafe cosa lo dica.
Se il fatto che ormai lo tradisce la mia pelle.
O se a suggerirlo sono la mia casa, il lavandino a volte pieno di piatti accumulati dalla pigrizia.
Se  lo dice il mio stendere e passare il pavimento.
Non so se mi caratterizza il quadro appoggiato alla finestra, o il fatto che non chiudo le persiane mai, se parla la libertà di stare in mutande per casa, mangiare quando ho fame o l'essere qui ora a scrivere, raggomitolata sul mio divano, con una sigaretta di tabacco nella mano sinistra che annebbia lo schermo.
Potrebbe parlare del fatto che sono donna l'affollarsi di continue domande nella mia testa, il sentirmi in dovere di sapere dove voglio andare, non dico la meta, ma almeno la direzione.
Non so cosa lo dica.
So che a vent'anni  non avrei saputo stare sola con me stessa come ora.
E non parlo del far la lavatrice o stirare, cosa che tra l'altro non so fare nemmeno ora.
Parlo di non aver più paura di farmi domande.
Di sapere chi sono diventata e chi sarò.
Eppure a vent'anni in mezzo a tutta la mia dipendenza mi sentivo così forte, così adulta.
Mi bastava un lungo viaggio in macchina in solitaria o mettere un piede all'estero da sola per sentirmi adulta e forte.
Adesso fatico a sentire quell'estasi di quasi onnipotenza.
Per questa mancanza ho creduto a lungo di essere tornata indietro, di aver perso le mie certezze invece di averle raggiunte.
Sta sera, invece, qui con me stessa, capisco che forse quei picchi di conquista non li ho perchè le conquiste sono qui sedute vicino a me tutti i giorni.
Non mi servono dimostrazioni tangibili per sapere che sono una donna, che sono adulta, che sono forte.
Perchè è quando ti servono le dimostrazioni che non sai chi sei.
Quando lo sai non senti quel picco, la sensazione è lieve ma costante.
E resta.
E infondo quello che resta è tutto quello che conta.


- ' Per la torta quante candeline?'
- ' Facciamo un cero, va.'
    B.











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