giovedì 30 aprile 2015

Primavere

Mi sono addormentata con la finestra aperta, ieri notte.
Con il ticchettio delle gocce che bussavano sui vetri.
Il vento.
Mi sveglio con il sole che si insinua tra le tende e si allunga sul mio letto.
È volubile il meteo, passa dalla pioggia e 10 gradi al sole e un caldo da spogliarello in strada.
Lo capisco.
Sono come lui in questo momento.
E dico in questo momento per darmi una possibilità di redenzione.
Anche io ho chiuso una porta in uno stato di pace per ritrovarmi,meno di 10 ore dopo, con lo stesso umore di un serial killer.
È l'effetto onda.
Scrutando l'orizzonte sembrava tutto in un equilibrio pacifico, poi è arrivata l'onda ed ha portato a riva tutti i rifiuti di un mare inquinato.
Il dolore, le parole orrende, le assenze, le promesse non mantenute, i silenzi, la rabbia.
Mi sono ritrovata circondata dallo schifo gettato in acqua da una nave non curante.
Di passaggio.
La primavera non è più una mezza stagione, di medio non ha proprio nulla.
E io la capisco,adesso.
Ma so che, passata la pioggia, può regalare una meravigliosa mattina di sole caldo.
Ci capiamo io e lei.
Possiamo far fiorire i ciliegi.
E far venire il raffreddore.
All'occorrenza.
- " Mi fa male il cuore. Deve essere come la sindrome dell'arto fantasma."
A.

lunedì 27 aprile 2015

Dove

Esiste un posto.
Dove la stupidità umana non è arrivata.
Dove non c'è altro che quello che deve essere.
Un posto dove un uomo entusiasta non vede più in là di oggi.
E sceglie sempre.
Un posto dove una donna felice non piange mai.
E non ha mal di stomaco.
Un posto dove non ci sono domande.
Dove si danza insieme.
Sullo stesso palco, in un unico atto primo.
Senza pause e fine primo tempo.
Dove non c'è suggeritore, perchè le battute sono improvvisate.
Dove non c'è canovaccio, perchè non serve.
Dove loro sono loro.
Sono lei e lui.
E non perchè lo hanno deciso.
Non perchè lo hanno costruito.
Ma solo perchè è così.
Dove non arrivano comparse a distrarre i protagonisti.
Perchè se ci sono, loro, non le vedono.
Un posto dove non è calato il sipario.
Dove la vita, seduta in prima fila, applaude.
E si guarda indietro, solo una attimo, per sbirciare nella nostra direzione.
Quella dove si sono spente le luci e ognuno recita la sua parte.
Quella che si è costruito.
Per andare in qualche posto da soli.
Dove cerchiamo di ritagliarci un ruolo.
Dove dobbiamo scriverci le battute sul palmo della mano, perchè ancora le dobbiamo imparare, quelle battute non nostre.
A cercare di essere completi, mentre ci manca un pezzo.
Da lì ci guarda lei, solo un attimo, giusto il tempo per pensare che gli strani siamo noi.
Poi si gira, di nuovo, per godersi lo spettacolo.
Quello che continua.
Libero.
Cadenzato.
Con il ritmo perfetto.
Dove restano accese le luci.
Non servono retroscena o quinte dietro cui nascondersi.
Non ci sono Se, ne Casomai.
Dove c'è solo la spettacolare scena unica di ciò che deve essere.
Perchè è.


- ' Se sei single e vuoi una preda facile, io ci sono.'
  Cit. da comparsa



venerdì 24 aprile 2015

Ars deludendi

La delusione è un virus.
Avvelena il sangue.
Ci nuota a grandi bracciate e silente, raggiunge ogni meta.
Arriva alle gambe, le fa tremare, le spezza, ne nega la funzione e non sorreggono più il peso di chi sei.
Arriva alle spalle, le incurva, come avessero un macigno da portare, come dovessero chiudersi su se stesse, nasconderti il cuore.
Arriva allo stomaco, lo stringe tra due mani, mani forti, fredde, di marmo.
Arriva ai polmoni, gli toglie l'aria, l'ossigeno, il respiro.
Arriva al cervello, ne maneggia i pensieri, assassina la ragione.
Arriva al cuore, lo dipinge di cupo, lo crocifigge, lo rimpicciolisce, tanto che non lo senti più, senti il vuoto che fa eco al posto suo.
Arriva agli occhi li fa smettere di vedere e li annega in acqua salata, li tinge di rosso e li chiude.
Arriva alla bocca,ne spegne le parole e il sorriso.
La bella notizia è che non serve trasfusione per guarire, semplicemente arriva, un giorno, qualcosa che saprà lavare via tutto.
Cancellare.
Rigenerare.
Salvare.

mercoledì 8 aprile 2015

Brevemente

In breve,
sono abbastanza stanca di chi finge indifferenza,
delle lamentele vuote,
delle personalità sterili,
della polvere che che si rigenera appena dopo aver pulito,
del non prendersi cura,
delle distanze,
del non fare ciò che si vuole,
degli schemi,
della primavera che ritarda,
dei pensieri non detti,
del bucato che non si asciuga e lascia quell'odore di stantio.
Che assomiglia all'odore dell 'attesa, che ti si attacca addosso.
Che non va via.
E ci vuole un altro giro di lavatrice.
Un'altra centrifuga.
Il sole e il  vento, per rimediare.
E non mi strucco perché sono stanca.
Mi addormento con la matita sbavata, e il mascara che mi stropiccia gli occhi, come dopo una notte brava.
Come fino alle 5.00 a chiacchierare, come uscire di notte a camminare per la città deserta perché ci va, come addormentarsi in un letto da rifare, sorridendo in due, all'alba, anche se domani si va a lavorare.

- ' E se sbaglio?'
- ' Non capisco dove sta la novità. '
   A.

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