giovedì 30 aprile 2015

Primavere

Mi sono addormentata con la finestra aperta, ieri notte.
Con il ticchettio delle gocce che bussavano sui vetri.
Il vento.
Mi sveglio con il sole che si insinua tra le tende e si allunga sul mio letto.
È volubile il meteo, passa dalla pioggia e 10 gradi al sole e un caldo da spogliarello in strada.
Lo capisco.
Sono come lui in questo momento.
E dico in questo momento per darmi una possibilità di redenzione.
Anche io ho chiuso una porta in uno stato di pace per ritrovarmi,meno di 10 ore dopo, con lo stesso umore di un serial killer.
È l'effetto onda.
Scrutando l'orizzonte sembrava tutto in un equilibrio pacifico, poi è arrivata l'onda ed ha portato a riva tutti i rifiuti di un mare inquinato.
Il dolore, le parole orrende, le assenze, le promesse non mantenute, i silenzi, la rabbia.
Mi sono ritrovata circondata dallo schifo gettato in acqua da una nave non curante.
Di passaggio.
La primavera non è più una mezza stagione, di medio non ha proprio nulla.
E io la capisco,adesso.
Ma so che, passata la pioggia, può regalare una meravigliosa mattina di sole caldo.
Ci capiamo io e lei.
Possiamo far fiorire i ciliegi.
E far venire il raffreddore.
All'occorrenza.
- " Mi fa male il cuore. Deve essere come la sindrome dell'arto fantasma."
A.

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