martedì 28 luglio 2015

Compromettersi

Stare fuori da una porta chiusa.
Ticchettando a terra con il piede destro.
Indecisi sul da farsi.
Andare via o restare.
Bussare o entrare.
Compromettersi.
Entrando dalla porta, sicuro, a grandi passi.
Fare.
Stare.
Finirci dentro fino al collo.
Rischiare.
Esserci.
Completamente.
Prendendosi le gioie fino in fondo, assumerne senza limiti, un' overdose.
Prendendosi manciate di responsabilità,  di quelle che fan tremare le gambe fino a non sentirle più.
Fare ed essere.
Prendendosene i rischi.
Tutti.
Il rischio di fallire, di non  farcela, di morire di felicità.
Scongiurando la frustrazione di non aver fatto, di aver vissuto solo in percentuale.
Compromettersi.
Senza scendere al compromesso della media, del forse, del magari.
Del quasi.

mercoledì 22 luglio 2015

Domani è qui

Domani è qui.
L'aria è elettrica con la sua carica di attesa giunta alla fine.
In mezzo al petto quel battito di ali veloce, che fa il solletico, come quando si aspetta qualcuno d'importante,  qualcuno che sta per arrivare.
Le ore diluite.
Tensione ed euforia si mescolano tanto da non capire più dove inizia l'una e finisce l'altra.
La notte insonne e il cuore che batte come una mano contro un portone di legno massiccio.
L'emozione incontenibile di incontrarsi per sempre dopo la fortuna di essersi trovati.
Oggi e tutti i giorni.
Guardarvi fa credere in quello che sembra non esistere.
Auguri al vostro speciale essere due.

lunedì 20 luglio 2015

Encomio della monogamia

Se l'essere umano sia monogamo per vocazione, natura o convenzione ancora non si sa.
Non ho le competenze per parlare della visione di terzi, ma della mia assolutamente sì.
La monogamia, quella vera, quella voluta, sana, credo sia una delle massime espressioni di libertà possibile.
È la scelta assoluta.
Nessuno ti costringe ad essere lì,  sdraiata accanto a quel corpo, quel corpo che non cambieresti, che conosci, che ami anche mentre è privo del travestimento della mancata intimità,  nascosta nelle pieghe del dare solo il meglio di sé perché si è ancora pressoché sconosciuti.
Lo vuoi.
Lo scegli.
La monogamia mi intriga, mi seduce e mi eccita profondamente.
Il saper di poter avere anche altro ma scegliere di essere lì.
Lì con quell'uno, completamente nudo nel suo essere se stesso, senza le maschere che normalmente concediamo a tutti,  senza i travestimenti che tesse la nostra fantasia, la nostra immaginazione, quando disegniamo come vorremmo che fosse quel lui.
La monogamia allontana dal banale tutto che può avere chiunque, in ogni momento, senza grande selezione.
È ricerca, scoperta, profondità.
È indossare quel vestito migliore, l'unico che hai davvero voluto e che ti fa sentire splendida e inarrivabile.
È essere un compositore eccellente e non uno strimpellatore di cover malamente arrangiate.
La monogamia è assoluto.
È libertà di scelta.
È valore.
Se poi l'essere umano lo sia davvero, non lo so e poco mi interessa.
Io lo sono.
Ne sono sedotta in modo totale.
Perché è tutto l'opposto dell'ovvio, del qualunque, del chiunque.
Tenetevi pure le vostre visite saltuarie al cesso pubblico,più necessarie che volute.   Lì dove ci vanno quasi tutti,non perché sia piacevole, ma perché è aperto al pubblico, appunto.
Andateci voi.
Io scelgo tutt'altro luogo, dove posso entrare io e pochi altri.
Un posto non per tutti, perché unico.
E fino ad allora, se avrò necessità, sceglierò un prato.
Piuttosto.
-" Quindi per me meglio solo."
-" Meglio per gli altri di sicuro."
B.

venerdì 17 luglio 2015

Vincere

Giornate di vittorie.
1.Ieri sera una chiacchierata karmica, una birra ghiacciata e parole sentite.
Qualcuno che ti fa vedere in 6 minuti come sei fortunata, come ti sei salvata dalla palude del nulla.
Anzi del niente.
Che il nulla è troppo, perché ha una sua nobiltà.
2. Il caldo, con il suo ardere, fa perder la voglia di tenersi la rabbia sulle spalle, se non altro per ragioni ovvie di temperatura.
Quindi ciao ciao rabbia.
Prendi il largo e non tornare.
Tanto non sarò sulle spiaggia ad aspettarti.
Io e consapevolezza siamo già in altri lidi.
Rispetto, risate e felicità spudorata stanno già arrivando a prenderci.
3. Tu.
Che hai vinto.
Una battaglia che andrebbe raccontata a chi si lagna di fantasiosi problemi.
A chi pensa di essere eterno.
A chi crede che tutto sia recuperabile.
A chi crede che ci siano momenti sì e altri no.
A chi non da valore all'attimo, alle persone, a chi conta.
A chi crede che si possa sempre scappare.
A chi non lotta.
A chi si accontenta di poco più di niente.
A chi si incatena a sbarre che si è costruito da sé,  senza godersi quello che la vita regala.
A questi bisogna raccontare quanta vita ci vuole per superare gli ostacoli veri, quelli che sembrano vette invalicabili e scoprirsi poi molto grandi di loro.
Quanta vita ci vuole a ridere mentre si è in una guerra così.
Quanta vita ci vuole a dover affrontare qualcosa che non si può rimandare a domani, a un giorno, forse, chissà.
Quanta vita ci vuole a vivere senza scuse.
Quanta vita ci vuole per essere te.
Il tram non fa fermate.
Sono lì con te,amica mia.
Santè!

mercoledì 15 luglio 2015

Apologia del bugiardo

Il bugiardo esiste.
C'è.
Ed è in ottima compagnia con un buon numero di suoi simili.
Ne è la prova il fatto che tutti ne abbiamo conosciuto almeno uno nella vita.
Almeno.
Il Bugiardo mente perché non sa far di meglio.
Non lo sceglie,  è l'unica possibilità che ha, dato che non possiede pensieri propri tutto quello che esplicita a parole, di norma, è una cazzata.
A sua difesa ci sono mille ragioni per cui il Bugiardo ha la necessità di mentire.
Mente perché sicuramente raccontare una storia inventata è più interessante che raccontare la propria vita.
Mente perché si vergogna di sé e della sua misera esistenza.
Ma soprattutto mente perché prima che a tutti mente a se stesso.
Se la racconta.
E il più delle volte ci crede.
Questo perché nemmeno lui può capacitarsi dello squallore di quello che fa.
Quindi, non giudicatelo,  quello che fa lo fa per istinto di autoconservazione.
Se non lo facesse non potrebbe nemmeno stare in piedi a lavarsi i denti con il rischio di trovarsi faccia a faccia con se stesso allo specchio.
Cosa che lo costringerebbe a sputarsi quantomeno un numero infinito di volte.
Purtroppo il Bugiardo è così.
Non può far di meglio.
La colpa, infatti, non è del Bugiardo in quanto tale ma del mondo, del karma, del fato, del destino, del surriscaldamento globale, dell'età,  del tempo, persino di Paolo Fox, di chiunque forse, ma non sua.
Poverino.
Da sprovveduti quali siamo, potremmo pensare che i Bugiardi siano inutili e dannosi, in realtà hanno uno scopo.
Infatti il solo incontrarli è motivo di un'impennata considerevole della nostra autostima.
Basta paragonarcisi. 
Il Bugiardo, si riconosce perchè non cammina, striscia. 
Potreste pensare sia una serpe,ma tranquilli, non lo è. 
È solo un verme.
- ' Ti piaccio?'
- ' Sì, come una colite nel deserto.'
C.

lunedì 13 luglio 2015

Amore mancino

Il mondo non è calibrato per i mancini.
Dalle maniglie ai violini.
Niente.
Tutto calibrato sui destri.
La maggior parte.
La norma.
Uguale vale per l'amore.
Esiste chi ha la fortunata sfiga di amare in modo mancino.
Un modo che non prevede continue prove per dare valore.
Che non tiene in catene solo per poter avere.
Che dà più di quello che chiede.
Che non giudica.
Che non usa il silenzio.
Che non gioca a nascondino.
Che parla.
Che discute,se necessario.
Che non si accontenta di stare a pelo d'acqua, in superficie.
Che si tuffa nel profondo.
Che respira e dà respiro.
Che non necessita di evadere per sapere.
Che sceglie.
Che non deve ma vuole.
Che ascolta.
Che sente.
Sente tutto.
E non fa finta di nulla.
L'amore mancino non apre facilmente le porte in un mondo che non sembra adatto a lui.
Ma ci prova.
Grazie al cielo per chiuderle, però, basta una spinta ben assestata.
- ' Appena dentro fuori. '
Indicazioni, Cit.

venerdì 10 luglio 2015

Nuda Veritas

Era lì,  in piedi.
Senza un abito addosso.
Non un lembo di tessuto.
Vestita solo della sua pelle.
E di tutto il suo passato, di tutti i sogni che ha paura di confessare anche a se stessa.
Li vedo da qui, mentre la guardo.
Mentre si muove come se fosse sola in casa.
Come se non ci fossi.
Le vedo tutte le sue paure mascherate, le sue fragilità che nasconde.
Sono io il suo specchio.
Quello dove si specchia apparentemente distratta.
Quello nel quale vuole guardare la sua immagine riflessa, dove vuole scoprire parti di sé che, sola, non sa vedere.
Non chiede quasi mai attenzioni lei.
Non chiederebbe nemmeno l'acqua nel deserto.
Ma io so quanto ne ha bisogno, quanto desidera essere protetta.
Me lo dice senza parlare.
Regalandomi tutta sé, vestita solo della sua pelle, senza un lembo di tessuto, senza un abito addosso.
Nuda, fuori e dentro.
È concedendomi questa rarità, che mi sta dicendo che ha scelto me.
E che vorrebbe la scegliessi altrettanto.
Lo so perché la conosco.
La conoscevo prima ancora d'incontrarla.
- ' Perché no? '
- ' Perché è troppo vero per essere bello'
    A.

Finestre aperte

Sento i passi.
I passi di chi cammina sotto la mia finestra.
Una finestra aperta.
Aperta un tempo per far entrare,  oggi per far uscire.
Chissà se sono sufficienti due vetri spalancati per lasciare andare la polvere dell'abbandono, della delusione e quella più densa, che si attacca in gola, delle promesse non mantenute.
Chissà se basterà il vento a portarsi via  l'odore rancido di chi non sceglie mai te.
Chissà se passerà la nausea, se arriverà l'anestesia totale che so autoinfliggermi.
Come se niente fosse successo.
Mai.
Nemmeno un giorno.
Chissà se arriverà l'amnesia del tutto, che risparmia solo me.
E non esisti.
Non sei mai esistito.
E non esisterai.
E riascolto i passi.
Passi sconosciuti.
Passi che parlano senza parole.
Passi che si affrettano.
Per allontanarsi.
O per avvicinarsi.
Passi di bambini che corrono perché hanno quel coraggio puro.
Passi di chi ha un peso nel cuore che trascina ogni movimento.
Passi insicuri di chi ha l'anima che traballa.
I passi fieri di chi finge di saper sfidare il mondo. 
Da sola.

martedì 7 luglio 2015

La teoria di Barbie

Da bambine ci abbiamo passato infiniti pomeriggi insieme.
Ore passate a pettinare lunghi capelli perfetti e cambiare outfit alla moda su corpi statuari.
Nonostante questa assidua frequentazione, non abbiamo imparato nulla da lei.
È ora di cominciare a prendere esempio dell'unico prototipo di donna che la società accetta.
Ossia lei : Barbie.
Prima di tutto Barbie è sempre gnocca.
Non ha mai un pelo fuori posto.
La chioma è sempre lucente.
Il trucco perfetto.
Il fisico tonico che nemmeno il marmo di Carrara.
Non tradisce la sua età nemmeno suonati i 50.
Non ha le occhiaie, non le viene l'influenza, non si lamenta dei tacchi alti e non si scompone mai.
Questo perché Barbie sa, che se non  sei fisicamente perfetta non esisti.
Barbie ha un armadio da far impallidire Paris Hilton, abiti impeccabili per tutte le occasioni.
Sia mai che possa sfigurare.
Sia mai che Ken possa trovarla una volta in pigiama, per sbaglio.
Questo perché Barbie sa che poi se Ken la tradisce con Skipper, più giovane e spensierata, la colpa è sua che non si cura più come una volta.
Barbie si veste solo in modo sobrio, mai che azzardi troppo.
Questo perché Barbie sa che se accorci la gonna, magari perché ci sono 50 gradi all'ombra e ti succede qualcosa, la colpa è tua che provochi.
Zoccola.
Barbie è una donna impegnata.
È infermiera, maestra d'asilo, avvocato, esploratore,  chirurgo, massaia , ballerina, modella, cuoca, toelettatrice, atleta olimpionica.
Questo senza aver mai sudato in vita sua, senza mai una crisi di nervi, senza lamentarsi e senza pretendere di avere lo stesso stipendio e riconoscimento di Ken. 
Questo perché Barbie sa che se non sai fare tutto tacendo poi sei una donnina scomoda e pretenziosa.
Barbie ha anche scodellato un' ingente numero di figli.
Questo senza mai perdere il suo fisico statuario e mai, dico mai, cadendo in qualche squilibrio ormonale.
Questo perché Barbie sa che se poi metti due kg o scleri, dovesse Ken tradirti con la segretaria ne avrebbe tutte le ragioni (vedi punto due).
Barbie non si lamenta.
Non piange.
Non grida.
Non pretende.
Non chiede.
Non esige.
Non parla.
Non ha il ciclo.
Non è mai nervosa.
Non cambia umore.
Non si dispiace.
Non è mai triste.
Non necessita attenzioni.
Cure.
Cibo.
Felicità.
A dir la verità nemmeno si riposa, tant' è che nemmeno si siede, visto che le ginocchia non glielo permettono e vive perpetuamente in punta di piedi.
In una parola, Barbie non rompe le palle.
Barbie fa solo una cosa, sorride.
Barbie ha il suo perpetuo e sempre verde sorriso di circostanza.
Non è mai seria e nemmeno ride mai di gusto.
Sorride solo.
Sempre.
Per finta.
Poco conta.
L' importante è che non faccia pesare che lo sia.
Che finga che le vada sempre bene.
Deve essere questo il segreto, Donne, sorriso di plastica e in testa solo capelli.
Il segreto per essere apprezzate di più e giudicate di meno.
Solo che poi una donna così si ritrova un Ken al suo fianco.
E io un uomo con la testa vuota e niente nelle mutande non lo voglio.
- ' È un ragazzo particolare, non so che consiglio darti.'
-  ' Io sì,  chiama i carabinieri! '
B & C




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