venerdì 10 luglio 2015

Finestre aperte

Sento i passi.
I passi di chi cammina sotto la mia finestra.
Una finestra aperta.
Aperta un tempo per far entrare,  oggi per far uscire.
Chissà se sono sufficienti due vetri spalancati per lasciare andare la polvere dell'abbandono, della delusione e quella più densa, che si attacca in gola, delle promesse non mantenute.
Chissà se basterà il vento a portarsi via  l'odore rancido di chi non sceglie mai te.
Chissà se passerà la nausea, se arriverà l'anestesia totale che so autoinfliggermi.
Come se niente fosse successo.
Mai.
Nemmeno un giorno.
Chissà se arriverà l'amnesia del tutto, che risparmia solo me.
E non esisti.
Non sei mai esistito.
E non esisterai.
E riascolto i passi.
Passi sconosciuti.
Passi che parlano senza parole.
Passi che si affrettano.
Per allontanarsi.
O per avvicinarsi.
Passi di bambini che corrono perché hanno quel coraggio puro.
Passi di chi ha un peso nel cuore che trascina ogni movimento.
Passi insicuri di chi ha l'anima che traballa.
I passi fieri di chi finge di saper sfidare il mondo. 
Da sola.

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