sabato 22 agosto 2015

Intervallo 2


A passo lento entrai in quella casa non mia.
Avessi potuto camminare in punta di piedi senza sembrare pazza, lo avrei fatto.
Camminavo in quel corridoio in cui ero già stata con una riverenza che si dedica alla navata di una chiesa.
La porta della tua stanza era lì di fronte a me.
Qui si sbiadiscono i ricordi e come passai dal corridoio ad avere le tue lenzuola fresche e stropicciate addosso al posto dei vestiti, non lo so.
C’era il buio totale e non un rumore, ad eccezione del tuo respiro caldo vicino alla mia bocca.
In un secondo eravamo uno dentro l’altra.
Lontanissimi come non eravamo mai stati prima di allora.
Tu non c’eri e io nemmeno, dove fossimo non saprei dirlo.
E quella volta uguale a tante altre fu la peggiore di tutte.
Finì, in fretta come era cominciata, lasciandoci svuotati.
Ci eravamo come tolti tutto, prosciugandoci.
Solo adesso capisco che forse ci siamo strappati a vicenda quello che era stato prima di noi, strappati quel passato che non ci somigliava più.
Finalmente nudi, dentro come fuori, non passò un secondo e ricominciammo, come fosse la prima volta.
E lo era.
Eravamo lì dove non eravamo mai stati, eppure vivevamo quella scena come un ricordo, come se in qualche posto ci fossimo già incontrati, sfiorati, mischiati.
Le tue mani correvano veloci sul mio corpo, come volessero essere ovunque, come volessero esser decisamente più di due.
La mia pelle sentiva il tuo tocco ancora prima che la sfiorassi e i brividi arrivavano prima che potessi provocarli.
Se c’era ancora un mondo fuori da quella stanza, lontano da quel pavimento, non lo sapevo.
So che eravamo dove dovevamo essere, essendo uno in due.

Sacchi di cinismo


Nessun commento:

Posta un commento

Potrebbero piacerti (forse)

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...