lunedì 21 settembre 2015

Fai quello che vuoi

L'indipendenza è come una splendida donna.
Avvenente e sicura di sè, ci ammalia e ci spaventa.
Cammina per casa con sicurezza, sinuosa e fiera, ma a volte cambia la sua figura e si trasforma nella vecchia e avvizzita megera che è la solitudine.
E così che in pochi attimi perdiamo le nostre certezze e crediamo che qualcosa sia meglio di niente.
Che qualcuno sia meglio di nessuno.
Noi donne, ora, di fronte alle nostre età medie, cadiamo spesso in questa tentazione misera.
Ma non funziona.
Non funziona perchè un uomo che ti ama poco o abbastanza, quasi, o ad intermittenza ti fa sentire come coperta da un lenzuolo leggero il 5 di dicembre.
Tremi e rabbrividisci nel tuo letto spoglio, ti tiri quel lenzuolino fino sopra la testa, ti ci nascondi sotto, rannicchiata, illudendoti che così potrà scaldarti, proteggerti dal freddo, bastarti.
Ma non serve, non è abbastanza.
E non lo sarà mai.
Non è così che cacceremo via lo spretto della solitudine.
Anzi, in questo modo la inviteremo a vivere con noi.
C'è solo un modo per obbligarla a traslocare.
Fare quello che vuoi.
Trova qualcuno che ti faccia ballare, che ti ascolti, che ti parli, che ti diverta, che ti tiri su il morale, che si prenda cura di te senza dirti di volerlo fare, che ti voglia portare fuori e lo faccia, che ti cerchi finchè non ti trova.
Qualcuno chi ti faccia sentire chi sei, qualcuno con cui dividere gli amici, gli insuccessi e le paure.
Qualcuno con cui spaventarti del futuro perchè lo avvicina a te più velocemente di quanto credessi possibile.
Qualcuno con cui fare l'amore e non farlo, sapendo che quel tempo avrà lo stesso valore.
Qualcuno con cui sentirti libera ed indipendente,come stando sola, ma sentendoti meglio.
Qualcuno che incentiva la tua forza, ma che sappia placarla quando non serve.
Qualcuno che sia tuo complice ed alleato anche quando combatterete battaglie diverse.
Fai questo se è quello che vuoi.
E fai con lui lo stesso.
Fai quello che vuoi.
E fai quello che ti fa sentire come vuoi.
Perchè è lì che troverai quello che meriti.
Meritiamo un piumone a dicembre.
Meritiamo tutte un piumone.


Sacchi di Cinismo


venerdì 18 settembre 2015

Bullismo,nonnismo,idiozia

Essere presa di mira.
Sbeffeggiata, schernita, isolata.
Mi è capitato un numero di volte che non si può contare.
Da piccola perchè non avevo lo stesso tenore di vita dei miei compagni, perchè non potevo permettermi quello che avevano loro, quello che facevano loro, perchè avevo una vita diversa.
Non che si sapesse per certo, ma lo sapevo io e questo era sufficiente perchè si vedesse.
E me la prendevo con la mia famiglia perchè non poteva darmi quello che volevo.
Crescendo un po' sono stata presa di mira perchè ero magrolina e senza forme, poco attraente a confronto delle altre ragazzine, mentre io ero ancora il brutto anatroccolo le altre erano già cigni.
E me la prendevo con la natura, il destino, Dio o chi per lui, che non mi stava dando quello che era giusto avessi già.
Poi sono stata presa in giro perchè non bevevo, non mi drogavo o perchè non ero ancora andata a letto con qualcuno, perchè non avevo fatto e non facevo quello che 'certi altri' facevano abitualmente.
Poi ci sono stati gli uomini che ti amavano poco e che recriminavano le tue mancanze.
E i datori di lavoro che avevano sempre qualcosa in più da pretendere.
E lì ho iniziato a prendermela con me stessa, io che non ero abbastanza coraggiosa, libera, brava, bella, degna.
A pensarci adesso mi sembra di parlare di qualcun altro, di una persona che conosco appena.
Ma ero io.
E solo adesso mi accorgo che il mio errore non lo sapevo vedere.
Perchè sbagliavo.
Sbagliavo a prendermela con chi non aveva nessuna colpa invece che ribellarmi a chi di colpe ne aveva molte.
Mi arrabbiavo con la vita quando avrei dovuto arrabbiarmi con quei minuscoli esseri umani che mi hanno fatta sentire inopportuna e sbagliata.
Perchè chi è infinitamente piccolo deve rimpicciolire gli altri per sentirsi grande.
Quel senso di solitudine e smarrimento, di odio verso se stessi che solo chi ti giudica sa farti provare è un'ecatombe d'anima che la mia capicità di scrittura non sa ancora raccontare.
E se in cuor mio mi maledico per aver permesso a qualcuno di farmi sentire in quel modo, adesso so che capita, può succedere e succede a tutti.
L'errore non è tuo che non sai reagire, ma loro, che attaccano chi in quel momento non sa farlo.
Bullismo, nonnismo, mobbing, idiozia, disumanità, razzismo sono tutti sinonimi.
Alzi la mano chi una volta nella vita non si è sentito emarginato e solo e si è vergognato di sè.
Per anni avrei voluto raccontarmi di esser stata sempre io la spavalda nella vita, ora so che ad esser stata diversa da come mi si voleva non c'è nulla di che vergognarsi.
Chi invece ha fatto subire la sua bassezza umana ad altri non si vergognerà mai abbastanza.

Sacchi di cinismo



venerdì 11 settembre 2015

Armata -assonanze ridicole -

Testa alta, sguardo dritto, ma non vedo.
Non vedo niente, non voglio vedere.
Anche se mi aspetto tutto, in qualsiasi momento.
Ho l'armatura anti granata, sisma, bomba atomica, ci cammino con disinvoltura come se fosse un abito civile, come se fosse normale.
Quanto pesi addosso ormai l'ho dimenticato.
Faccio tutto con lei, non me ne disfo mai.
Non lo faccio quando passeggio fino al centro, non quando parlo, non quando bevo, non quando dormo, non quando ci piango dentro.
Sono preparata a qualsiasi calamità, pronta, nell'eventualità.
Se saprò togliermela, da sola, al momento non lo so.
Se potrò toglierla, finalmente, lo so ancora meno.

Sacchi di cinismo



domenica 6 settembre 2015

Portami

Portami dove c'è il mare anche se non posso vederlo.
Dove si può stare sdraiati senza bisogno di fare nulla più di esserci.
Dove la paura c'è, ma possiamo ignorarla.
Dove si corre senza fatica, dove non si distingue la notte e il giorno.
Portami dove il rumore diventa musica, dove il dolore si placa.
Dove domani è meno importante di oggi.
Dove le domande hanno risposte e se non le hanno poco importa.
Dove si può parlare senza perdere fiato, senza perdere le parole.
Dove è semplice anche quando è difficile, dove non conta cos'è, perchè, ma che è.
Dove la tua presenza sa di respiro.
Dove la mia estasi è nella tue mani e mi sta bene.
Dove l'orgoglio diventa leggero come aria fresca.
Portami dove i ricordi si sbiadiscono, dove si può girare nudi senza gli abiti pesanti della delusione.
Dove si può prendersi una pausa da noi stessi, dalla logica, dalla ragione.
Dove non bisogna essere perfetti per sembrarlo.
Dove si può ridere senza un motivo.
Dove il tempo non si conta, ma si perde.
Dove sono chi sono senza voler essere nessun altro.
Portami, dove vuoi, lontano, senza bisogno di andare in nessun posto.

Sacchi di cinismo




giovedì 3 settembre 2015

Banalmente

Si dovrebbe avere qualcuno che ti toglie la giacca bagnata dalle spalle quando torni a casa.
Qualcuno a cui raccontare, la serata, la vita, la paura, non importa cosa.
Qualcuno a cui star seduta vicino in silenzio senza che ci sia vuoto.
Qualcuno a cui chiedere di tirati su la cerniera del vestito.
Qualcuno da guardare se di notte ti svegli e non hai sonno.
Qualcuno che apre il vino una sera normale e brinda a niente con te.
Qualcuno con cui star comodo seduti sul pavimento.
Qualcuno che ti dice che stai bene anche se hai i capelli orrendi, anche se è una bugia.
Qualcuno che ti chiede come stai e a cui interessa la risposta.
Qualcuno a cui leggere quella strofa di libro che non ti torna.
Qualcuno con cui litigare per il film da guardare.
Qualcuno a cui far vedere la tua ruga nuova e che ti dica che ti dona.
Qualcuno che tolga quella sbavatura di trucco all'angolo dell'occhio di cui non ti eri accorta.
Qualcuno che sa senza che tu glielo dica.
Qualcuno che ti guarda nuda come se non ti avesse mai vista prima, anche se sa la mappa dei tuoi nei a memoria.
Qualcuno che ti apra il barattolo di marmellata che non si apre.
Qualcuno che c'è anche quando non è qui.
Si dovrebbe avere qualcuno così e non perchè ce ne sia bisogno, ma solo perchè è banalmente bello.


Sacchi di cinismo


Potrebbero piacerti (forse)

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...