mercoledì 18 novembre 2015

La paura

Non so bene cosa sto per dire.
Non so se ho parole, pensieri e lucidità sufficiente per tessere qualcosa di sensato, qualcosa che anche solo assomigli a quello che ho nella testa.
Ci è stato insegnato, fin da piccoli, a stare in guardia dal pericolo, fare attenzione, essere coscienziosi.
Vai piano, non correre, stai attenta, ti fai male, non toccare, brucia, è pericoloso.
Il timore serviva per salvarci la pelle, per evitare il rischio e le ginocchia sbucciate, le dita arrossate dalle bruciature dopo aver toccato la teglia della torta appena uscita dal forno,a ricordarci che così ci si fa male.
La paura ci serviva e mi sento di usare il tempo passato.
Quella stessa paura, oggi, quella che ho, che abbiamo, non so francamente come usarla, non so cosa farmene, non so dove mettermela.
Perchè non serve più a scongiurare la sciagura, quando il pericolo è al ristorante mentre ceni con quel ragazzo che ti piace dal liceo e aspettavi  da anni che ti invitasse fuori, è sulla metropolitana affollata in una mattina qualunque mentre vorresti essere ancora sotto il piumone, è al concerto con gli amici mentre in piedi, con la birra chiara tra le mani, canti fino a perdere la voce, è per strada mentre cammini nei vicoli illuminati a giorno dalla luce dei lampioni, è sulla porta di casa quando sei nato nel paese sbagliato.
E' poco aiuta quella paura costante, che ti fa guardare con sospetto il tuo vicino di posto in aereo, in treno, sull'autobus, quella paura che con frequenze differenti nel corso del tempo, ci cammina vicino, costante in tutto quello che facciamo, che ci sussurra all'orecchio che non c'è porta, nè muro, nè luce, nè trincea che potrà far sparire la possibilità che qualcosa accada.
La paura di oggi non serve, non aiuta, non salva.
Al contrario ti imprigiona, ti immobilizza, ti toglie il fiato, ti fa vedere il nemico negli occhi di chiunque e ti fa distinguere le persone in NOI e LORO.
E' l'alleata prima di chi l'ha generata e non voglio parlare di chi e perchè e come, perchè nemmeno questo potrà sbiadirla.
Il terrore puro sta proprio lì in mezzo ai nostri giorni, tra le nostre cose, è il mostro sotto al letto.
Domani, come al solito, andrò in aeroporto, farò la fila ai controlli e salirò su un aereo.
Andrò a cena al ristorante, al cinema, al bar e a teatro, se vorrò.
E lo farò con la paura come compagna, forse, ma non deciderà lei dove devo stare, dovrà seguirmi se vorrà esserci, seguirmi ovunque io e la libertà avremo scelto di andare.

Incubo, Johann Heinrich Füssli

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