mercoledì 30 dicembre 2015

2015, abbi cura di te

Eh sì, sembra solo ieri il giorno in cui sei arrivato, entrando senza bussare, laconico, zoppicante e non mi sei piaciuto per niente, così, alla prima occhiata.
Ma io non giudico in modo affrettato, o meglio, sì, ma lascio spazio per i ripensamenti, i cambi di idea, la sorpresa.
Un anno fa ci auguravo questo ( A Proposito) oggi invece ti saluto già.
Sei stato una guida ombrosa, silente, spesso schiva.
Hai camminato sempre dieci passi avanti a me, senza rispondere mai ad una mia domanda.
Hai guardato da lontano come reagivo a quello che ti lasciavi alle spalle e mi facevi incontrare.
Non hai detto una parola davanti alle mie crisi di nervi, alle mie rese momentanee, alle mie bassezze.
Mi hai lanciato addosso i sassi della delusione, dell'abbandono e dell'umiliazione ed hai aspettato muto che, vedendomi sfregiata, capissi cosa davvero non voglio e non vorrò mai.
Hai osservato il mio arrancare quando il sentiero era in salita, il mio illudermi davanti alle accennate discese, mi aspettavi sì, ma mai mi hai teso una mano.
Ora so che lo facevi con benevolenza, come un bravo insegnate che ti permette di capire quanto lontano puoi andare con le tue sole forze.
Hai acuito la mia vista, facendomi vedere perfettamente chi sono, chi voglio essere e la meta che voglio raggiungere.
Hai lasciato il vuoto alle risposte per fare in modo che cambiassi le mie domande.
Abbiamo perso il fiato insieme davanti a panorami sconosciuti, dentro e fuori, ognuno al suo posto, fermi e zitti nei nostri pensieri.
Il tempo dei tuoi insegnamenti, per ora, è terminato.
Ci guardiamo negli occhi senza parlare, con una sorriso accennato sulle labbra e una carezza energica sulle spalle.
Tu sei arrivato, io ci sto lavorando.
Abbi cura di te come l'avrò io dei tuoi insegnamenti.




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