domenica 10 gennaio 2016

Capita a trentanni o giù di lì

A 30 anni, nella testa, ti ritrovi un gran casino, come una festa, un capodanno pieno di gente che non sai chi è finchè non la incontri.
C'è un gran rumore e il più delle volte non ci si capisce nulla.
Ma proprio nulla.
Ci cammini in mezzo e fai un sacco di incontri nel giro di qualche ora, che estesa alla giornata è un delirio, al netto degli anni un cataclisma.

Capita di incontrare una giovane donna con il pupo in braccio, pensare che ormai è tempo, non si può aspettare ancora molto, che forse sarebbe anche bello provare quell'emozione che, come quasi tutte, non puoi immaginarla se non la provi.
Non lo sai però se sei in grado di regalare il tuo tempo, quello che in genere perdi, a qualcuno, a dar la forza, le energie e le certezze che non hai a un'altra piccola persona, la stessa che tenerla in braccio 10 minuti, ti fa già male la schiena, sei stanca, vuoi sederti e senti che ti sta venendo la tendinite.

Capita di voltare lo sguardo e vedere una donna libera che balla da sola, saltellante e spensierata, che ti fa pensare che hai tutta la vita davanti e se non adesso quando.
In braccio non ha nulla perchè ha le mani occupate, una è in aria come a chiamare l'attenzione, a dire 'io la risposta ce l'ho, la so, la so!' e nell'altra un bicchiere, che si butta giù tutto d'un fiato, che tanto domani lo abbiamo dimenticato, c'è tempo e si vedrà.

Capita di passare davanti allo specchio e guardarsi stupite, come siamo cambiate pur sembrando le stesse, che se non guardi indietro potresti pensare di esser sempre stata così e ti compiaci del tuo riflesso adesso che ti senti consapevole e quel corpo lo conosci a memoria.

Capita, poi, di trovare una coppia che si bacia appartata su un divanetto, sorridi e pensi se poi l'eterno esiste e che se la risposta è sì non riesci ad immaginarti che faccia avrà e se saprai riconoscerlo.

Capita che si avvicini un cameriere con un vassoio pieno e ti chiami Signora senza neanche averti chiesto il permesso e tu non sai se sentirti onorata, offesa o che, ma comunque cambia poco perchè non smetteranno di chiamarti così, ormai.

Capita che a volte balli come una pazza, come se ci fosse solo oggi, altre ti siedi sul divano e guardi gli altri, ti ci paragoni, a volte vinci a volte no, altre ancora ti chiudi in bagno a cercare il silenzio, seduta sulla tazza chiusa a guardarti in mezzo busto oltre il lavandino, a pensare a quante donne sei e se un giorno arriverai lì dove non sai nemmeno tu.
E speri solo che ti piacerà.




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