mercoledì 13 gennaio 2016

Occhi verdi e gusti musicali discutibili

A cinque anni la mia canzone preferita era Gli occhi verdi dell'amore dei Profeti ( nel caso qualcuno se la fosse persa o fosse inspiegabilmente più giovane di me ECCOLA ).
Avevo già qualcosa in comune con Shaggy e non lo sapevo ancora (ne ho le prove: ANGEL).
Insomma, la facevo mettere a ripetizione sul mangiacassette della macchina dei miei qualunque fosse il tempo di percorrenza del tratto casa - destinazione e qualunque fosse l'opinione degli altri passeggeri.
Inutile dire che la protagonista della canzone, nella mia testa, ero io nonostante non avessi nemmeno lontanamente gli occhi verdi, condizione che, ahimè, permane.
Non vedevo l'ora di diventare grande per essere la ragazza con il viso di un bambino a cui un uomo dedicava una canzone.
Grande tanto da poter incontrare qualcuno che ti cambia la giornata mentre cammini sola nella notte.
Grande da avere qualcuno che ti guarda negli occhi e, e non smette più.
Grande da poter dilatare il tempo vivendo mille anni nello spazio di due ore, anche se non sapevo nemmeno leggere l'ora sull'orologio, ancora.
Grande da avere uno che si innamora di me e io di lui.
Grande da avere uno che senza parlare mi bacia.
Grande da aver qualcuno che ti dice che ti ama e lo dice a tutti, perchè la felicità non si contiene, non si nasconde, vuoi buttarla in faccia al mondo, la gridi, la canti e ti regala quell'acuto sul finale mentre dici ''credi, credi' , perchè è talmente tanto, è talmente tutto che le devi convincere le altre persone che non hanno avuto la tua fortuna che quella cosa esiste.
Eh, sì sono una sfigata sentimentale ora come allora.
Dopo venticinque anni, dietro al mascara, le prime rughe ( che non si vedono, sia chiaro) e le lacrime passate, ho ancora gli occhi verdi dell'amore anche se verdi non sono.



Il fotografo fa la differenza, sappiatelo : Sebastiano Rossi ph

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