martedì 5 gennaio 2016

Zalone in brevissimo - così l'ho scritto anche io -


Ieri sono andata a vedere il film di Zalone.
Non volevo fare nessun esperimento sociologico, sono andata a vedere il film, punto.
Da giorni mi  ritrovo a leggere una parata di articoli che parlano della pellicola dai più svariati punti di vista (impoverimento del cervello medio italiano, follia collettiva, disgusto intellettuale, dietrologia mediatica, meteo fortuitamente a favore e bla bla bla vari ed eventuali).
Non sono solita parlare di cose concrete, di costume e di attualità, perchè non me ne curo e non so farlo, ma dal punto di vista di una qualunque spettatrice seduta in prima fila, con il torcicollo e ancora un senso di strabismo da schermo troppo vicino (ora capisco le raccomandazioni di mia madre da piccola : '' non stare così vicino al televisore!'' Grazie mamma) vorrei dire che:

- Il film è più che piacevole, l'ironia è garbata, mai volgare, né gretta, non fa venire le convulsioni dal ridere ma ti lascia un piacevole sorriso stampato in faccia per tutto il tempo.
E si vede bene che dietro alla commedia c'è una testa pensante e di cultura che si gioca bene le sue carte.

- Grazie al cielo, da donna me ne compiaccio particolarmente, non sono necessarie protagoniste femminili superfiche agghindate da pornodive con cosce e chiappe in evidenza.
E se vogliamo parlare di gradimento, questo, ci suggerisce che forse abbiamo superato i cliché del maschio sbavante che gradisce la vista di un po' di carne in più. Evviva, evviva.


- La sceneggiatura non è geniale e non pretende di esserlo e nemmeno Zalone lo è.
Non si è dovuto inventare nessuna parodia particolare, né ha dovuto usare la fantasia, non fa nulla più che prenderci per il culo tutti, con la leggerezza di un amico che ci canzona una sera qualunque al bar del paese, così, un po' per ridere, un po' per farci riflettere.
Nel film ci sono tutte le piccolezze italiane, dallo sputtanamento del Bel Paese in terra straniera alla nostalgia della scappatoia garantita che in Italia c'è e si sa.
E lì in mezzo, tra le caricature che caricature non sono, ci siamo tutti.
Quindi diciamo che lui è un buon osservatore e noi gli abbiamo reso molto facile il compito.
Ci piace vederlo perchè sul grande schermo ci siamo noi, anche se non vogliamo ammetterlo e ne prendiamo le distanze, perchè all'italiano piace, e come se piace, essere al centro dell'attenzione anche quando il quadro che ne esce non è troppo lusinghiero.
Siamo così.
Abbiamo diversi difetti.
Nel film si vedono quasi tutti.
Manca solo quello dell'invidia cocente che ci fa scrivere pezzi pieni di livore di fronte a chi, facendo bene quello che fa, ci guadagna soldi e fama, ma quello manca perchè non fa per niente ridere.
E così facendo sembriamo pure noiosi, che era uno dei pochi difetti che ci mancava.









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