domenica 28 febbraio 2016

Due anni

Tra pochi giorni saranno due anni da quando sono entrata per la prima volta a casa mia.
Ne abbiamo viste diverse io e te qui dentro.
Anche tu sei cambiata con me e hai le tue cicatrici, come le ho io.
Grazie a te ho imparato a capire cosa voglio e cosa posso fare.
Hai ascoltato le mie grida isteriche, i miei pianti in solitaria, hai conosciuto le persone che amo e ho amato.
Sei stata set fotografico e chiacchiere sul divano.
Mi hai vista ballare da sola a piedi nudi in mezzo al salotto, mi hai vista guardarmi allo specchio per essere al mio meglio per qualcuno, a volte solo per me, mi hai vista appena sveglia e malata.
Mi hai vista saltare e gridare al telefono come un'adolescente per una notizia ricevuta.
Mi hai sorretta mentre chiudevo la porta al passato, ancora e ancora.
Sei stata teatro di un amore enorme e di un altrettanto grande dolore.
Mi hai vista ridere da perdere il fiato.
Sei stata il primo posto in cui ho davvero sperimentato l'arte di cucinare, che tra le mie mani, forse, parlare di arte è un po' azzardato, ma ci proviamo.
Mi hai vista provare e lottare di fronte a cose che non potevo nemmeno vendere intere, tanta la portata.
Mi vedi quasi sempre provare.
A volte mi hai vista anche riuscire.
E qui seduta per terra su un pavimento troppo freddo, mi vedi scrivere di te.
E di me.
Di chi sono diventata e chi ho scoperto di essere.
Sei il nido, il posto in cui ci si sente al sicuro.
Dove sono io.
La miglior meta di qualsiasi viaggio.
Un sorso di tè caldo.
Il campanile che mi guarda.
E la certezza che per quanto sarà, sarà stato bello.
Sarà stato esattamente quello che doveva essere.

Giuro che poi smetto di coccolare la malinconia.
E' colpa del meteo, non mia.




martedì 23 febbraio 2016

Sotto le unghie (intervallo3)

Mi guardo le mani appoggiate al tavolo scuro.
Tengo lo sguardo basso, con un dito seguo la circonferenza dell'alone circolare di un bicchiere, uno dei tanti lasciato lì, imbevibile, dimenticato.
La pittura ancora sotto le unghie, incredibile come, nonostante io strofini, non se ne vada mai del tutto.
La vedo riflessa nello specchio dietro al bancone, mi sembra di poter sentire il suo odore fino a qui.
Sentire il suo respiro, come se avesse le labbra che sfiorano il mio collo mentre tiene la testa appoggiata su di me.
Riconosco ancora quella bocca storta e quel gesto imbarazzato che fa con i capelli quando non si sente in ordine.
Più spesso di quanto lasci immaginare.
Mi sembra di sentire ancora la sua felicità quando la guardavo arrivare dal balcone.
Mi sembra di rivedere i suoi occhi delusi che mi guardano fisso sperando di avere da me un motivo per non andare.
Sono ancora sulla porta ad abbracciarla come se non avessi mai potuto farlo prima.
Sono ancora nel suo letto a guardarla nuda per l'ultima volta, mentre mi dice che andrà tutto bene.
Andrà comunque tutto bene.
Pensava di avere sempre ragione, anche quando sperava il contrario.
Ma non aveva sempre ragione.
Sento i suoi passi nella mia direzione, decisi e veloci come fosse sempre in ritardo per andare chissà dove.
Abbasso la testa per non farmi notare.
La vedo uscire dalla mia vista come tante altre volte è successo.
Mi guardo le  mani.
Incredibile come, nonostante io strofini, non se ne vada mai del tutto.


lunedì 15 febbraio 2016

San Valentino perchè

Sono profondamente d'accordo sul fatto che il giorno di San Valentino non conti nulla.
Che non sia romantico, nè magico.
E che l'amore si vede in gesti quotidiani che valgono molto più di un mazzo di fiori o un tavolo carino prenotato al ristorante.
E' tutto vero.
Ma c'è un ma.
Ho assistito in prima fila alla vita di una famiglia, la mia, dove di normale e facile non ci è stato quasi mai nulla.
Ho visto quante volte quei gesti che dovrebbero esserci ogni giorno si confondevano tra le pieghe di problemi e preoccupazioni, toni grigi che spengono anche i colori più vivaci.
In mezzo a tutti quegli anni, a tutta quella vita, capita che ci si perda.
E allora sì, San Valentino esiste, un pretesto qualunque per ricordare quello che sappiamo già, ma che ci sembra di aver dimenticato.
Così come ho visto mio padre ricordare a mia madre che, anche se tutto andava nella direzione opposta, quella promessa c'era, respirava ancora, sempre, anche quando la sorpresa di quel giorno non poteva essere più di qualche parola timida scritta a mano su un bigliettino improvvisato.
Quindi sì, se vi serve un giorno, un pretesto, per ripescare quelle attenzioni, per tessere ricordi, usatelo.
Prenotate cene banali, fate stupide torte a forma di cuore, scrivete biglietti a mano pieni delle parole più scontate.
Festeggiare San Valentino è ridicolo e da sfigati.
Bene, ridicolizzatevi, siate sfigati, che regalare un gesto a qualcuno che conta, fosse almeno per giorno, vale più di quanto si crede.





giovedì 11 febbraio 2016

Le donne

Le donne sono quello che sono.
Sono quello che non si sa.
Non hanno definizione.
Le donne camminano a volte a testa alta sperando che tutti le notino, a volte guardandosi i piedi sperando di avere il dono dell' invisibilità.
Le donne sanno sempre cosa vogliono e dove stanno andando, anche quando si perdono.
Quando sono in tuta, capelli arruffati, struccate a mangiare cereali dalla scatola accartocciate sul divano, stanno solo programmando il loro viaggio.
Le donne vogliono essere indipendenti e dimostrare a loro stesse e al mondo che non hanno bisogno di nessuno, però sognano delle braccia dove nascondersi quando non hanno più voglia di farlo da sole.
Le donne sono inconstanti nel pensiero e tutte le volte che mantengono coerenza lo fanno impegnandosi con la forza di un titano.
Apprezzatelo.
Le donne sanno essere isteriche e melodrammatiche e spesso è colpa degli ormoni, a volte gli ormoni non c'entrano nulla ma restano comunque un capro espiatorio soddisfacente.
Le donne vogliono la libertà di essere chi sono, sempre e lo fanno impegnandosi ad essere migliori, poi a volte impazziscono e si comportano nei modi peggiori, il più delle volte, così facendo, feriscono più loro che gli altri.
Le donne vorrebbero non fallire mai, ma quando succede vorrebbero trovare qualcuno vicino che le ama ugualmente anche mentre si demoliscono.
Anzi qualcuno che le ami anche di più, perchè è il momento in cui ne hanno maggior bisogno.
Le donne non vivono il sesso come gli uomini e se non raggiungono l'orgasmo prima con la testa non lo raggiunge nessun altra parte del corpo, chi sostiene il contrario mente.
Fatevene una ragione.
Le donne difendono chiunque conti nella loro vita e sanno essere ovunque per farlo, muovendosi in ogni direzione come la regina negli scacchi, ma immaginano come sarebbe farsi difendere perchè da sole l'impresa non riesce.
Le donne vorrebbero essere in due sentendosi in due, perchè in quel due che non da risultato si sentono più sole che in uno.
Le donne si feriscono, si disperano, si curano e si rialzano, tutto da sole, ma a volte vorrebbero una mano tesa che le aiuti, anche se non lo ammetteranno mai.
Le donne sanno stilare la lista dei difetti del loro uomo per poi trovare una giustificazione ad ognuno.
Le donne quando amano, amano da perdere il fiato e quando odiano, anche.
Le donne parlano molto, ma pensano decisamente più di quanto dicono. 
Ritenetevi fortunati.
Le donne non sono facili, spesso nemmeno comprensibili, in generale non definibili.
Ma sono questo.
E se farai parte della loro vita sapranno lottare per te, capirti, accudirti, cercarti, amarti, supportarti o per lo meno ci proveranno in tutti i modi che conoscono e che non sanno usare per sè.
Le donne non puoi capirle, ma puoi immaginarle.
Siate Uomini vicino a queste Donne, oppure lasciate loro lo spazio per poter desiderare come riempire il vuoto che non sapete occupare.






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