lunedì 15 febbraio 2016

San Valentino perchè

Sono profondamente d'accordo sul fatto che il giorno di San Valentino non conti nulla.
Che non sia romantico, nè magico.
E che l'amore si vede in gesti quotidiani che valgono molto più di un mazzo di fiori o un tavolo carino prenotato al ristorante.
E' tutto vero.
Ma c'è un ma.
Ho assistito in prima fila alla vita di una famiglia, la mia, dove di normale e facile non ci è stato quasi mai nulla.
Ho visto quante volte quei gesti che dovrebbero esserci ogni giorno si confondevano tra le pieghe di problemi e preoccupazioni, toni grigi che spengono anche i colori più vivaci.
In mezzo a tutti quegli anni, a tutta quella vita, capita che ci si perda.
E allora sì, San Valentino esiste, un pretesto qualunque per ricordare quello che sappiamo già, ma che ci sembra di aver dimenticato.
Così come ho visto mio padre ricordare a mia madre che, anche se tutto andava nella direzione opposta, quella promessa c'era, respirava ancora, sempre, anche quando la sorpresa di quel giorno non poteva essere più di qualche parola timida scritta a mano su un bigliettino improvvisato.
Quindi sì, se vi serve un giorno, un pretesto, per ripescare quelle attenzioni, per tessere ricordi, usatelo.
Prenotate cene banali, fate stupide torte a forma di cuore, scrivete biglietti a mano pieni delle parole più scontate.
Festeggiare San Valentino è ridicolo e da sfigati.
Bene, ridicolizzatevi, siate sfigati, che regalare un gesto a qualcuno che conta, fosse almeno per giorno, vale più di quanto si crede.





2 commenti:

  1. Io non l'ho mai festeggiato...ma oggi, con la consapevolezza acquisita negli anni, lo festeggerei il 14, il 15 e così via. Sempre e comunque.

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