martedì 23 febbraio 2016

Sotto le unghie (intervallo3)

Mi guardo le mani appoggiate al tavolo scuro.
Tengo lo sguardo basso, con un dito seguo la circonferenza dell'alone circolare di un bicchiere, uno dei tanti lasciato lì, imbevibile, dimenticato.
La pittura ancora sotto le unghie, incredibile come, nonostante io strofini, non se ne vada mai del tutto.
La vedo riflessa nello specchio dietro al bancone, mi sembra di poter sentire il suo odore fino a qui.
Sentire il suo respiro, come se avesse le labbra che sfiorano il mio collo mentre tiene la testa appoggiata su di me.
Riconosco ancora quella bocca storta e quel gesto imbarazzato che fa con i capelli quando non si sente in ordine.
Più spesso di quanto lasci immaginare.
Mi sembra di sentire ancora la sua felicità quando la guardavo arrivare dal balcone.
Mi sembra di rivedere i suoi occhi delusi che mi guardano fisso sperando di avere da me un motivo per non andare.
Sono ancora sulla porta ad abbracciarla come se non avessi mai potuto farlo prima.
Sono ancora nel suo letto a guardarla nuda per l'ultima volta, mentre mi dice che andrà tutto bene.
Andrà comunque tutto bene.
Pensava di avere sempre ragione, anche quando sperava il contrario.
Ma non aveva sempre ragione.
Sento i suoi passi nella mia direzione, decisi e veloci come fosse sempre in ritardo per andare chissà dove.
Abbasso la testa per non farmi notare.
La vedo uscire dalla mia vista come tante altre volte è successo.
Mi guardo le  mani.
Incredibile come, nonostante io strofini, non se ne vada mai del tutto.


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