giovedì 25 agosto 2016

Desiderio

Dovrebbero prevedere una lezione di Desiderio a scuola.
Dalle elementari.
Che si sa, da piccoli siamo più bravi a fare quelle cose naturali che poi da grandi, chissà perchè, tendiamo a dimenticare.
Un'ora dove si insegni a desiderare in quel modo che fa succedere le cose.
Che il desiderio è più delicato del pretendere, più forte dello sperare, più fantasioso del volere.
Che quando te le immagini quelle cose che desideri non lo fai solo con la testa o il cuore, o qualche organo a scelta, lo fai con tutte quelle molecole e punti e centimetri di te, nessuno escluso.
Tanto che quel desiderio ti sembra di tenerlo in mano, lo hai proprio lì puoi sentirne il peso, accarezzarne la superficie e guardarlo da tutte le angolazioni, che non ne sfugga nessuna.
Che a guardarlo così da vicino sembra un po' come se si fosse già realizzato.
Come se fosse già lì, in carne ed ossa, di fronte a te.
E allora lo riempi di attenzioni, ti ci affezioni, un po' lo proteggi e ascolti come ti fa sentire, finchè non arriva quel qualcosa di reale, che ti fa sentire proprio in quel modo lì senza aver bisogno di essere uguale preciso al desiderio.
Qualcosa che a volte è meglio, talmente meglio che ti accorgi che forse a desiderare non sei così brava e c'è qualcuno che ti conosce più di quanto ti conosci tu.
Qualcuno a cui regalare la forma dei tuoi desideri, così se ne occupa lui, che comunque è più bravo di te perchè per te desidera più di quanto sai fare tu e allora tieniteli tutti i miei desideri, proteggili e colorali, poi me li fai vedere e ti dico cosa ne penso.
Che tanto lo so che visti in due sono più belli.
E forse alla fine desideravo proprio quello.





sabato 13 agosto 2016

Più uno

Non è meta, nè traguardo.
E' un più uno, un' aggiunta, un gradino, un passo.
La direzione ancora non la so.
Alcuni anni ho creduto di saperla, altri la sapevo ma poi ho cambiato idea.
Oggi so di non conoscerla e mi sta bene.
Mi affido di più a quello che sa arrivare, senza accanirmi sul raggiungere.
Conosco solo come mi voglio sentire e che panorama voglio guardare, la strada la ignoro
Non ne conosco l'ampiezza, la pendenza, le curve.
Non so se ci saranno ostacoli, interruzioni o ristoro.
E non voglio saperlo, perchè del resto io sono questo.
Mi annoiano le cartine, non seguo i cartelli, non chiedo ai passanti.
In compenso, di quello che resta dietro di me, vedo tutto come se potessi tenerlo tra le mani.
Ci sono stati viaggi, posti nuovi, persone da raccontare.
Cambi di prospettiva, di programma e di intenzione.
Ho amato tanto e tanto odiato.
Riso molto, ma meno di quanto avrei voluto.
Pianto da rischiare di prosciugarmi, ma non troppo, perchè il pianto non è mai troppo se serve a mondare il cuore.
Ho pensato di essermi persa e aspettato di essere ritrovata.
Sbagliando in entrambi i casi.
Ho corso e poi sono rimasta seduta senza forze, per più tempo del dovuto.
Ho buttato via giorni e ne ho riempiti altri di impegni degni di una settimana.
Ho gridato e sono stata zitta quando non volevo, non dovevo.
Ho sbagliato e ho subito sbagli di altri sulla pelle.
Alcuni bruciano ancora.
Ho perso qualcuno, qualcun altro l'ho lasciato andare.
Altri sono arrivati.
Io mi sono conosciuta di nuovo.
E qualcuno è sempre stato qui, dove è sempre stato.
Trentuno.
Non mi piacevi,sai?
Niente cifra tonda, niente passaggio di decina, niente di eclatante, tu.
Ma quell'uno, oggi, sa di cammino, di un passo a mezza punta, in avanti, su per quella strada che non so.
Lieve, deciso, coraggioso.
Oggi mi piaci trentuno.
Auguri a noi e ai nostri passi.









Potrebbero piacerti (forse)

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...