giovedì 25 agosto 2016

Desiderio

Dovrebbero prevedere una lezione di Desiderio a scuola.
Dalle elementari.
Che si sa, da piccoli siamo più bravi a fare quelle cose naturali che poi da grandi, chissà perchè, tendiamo a dimenticare.
Un'ora dove si insegni a desiderare in quel modo che fa succedere le cose.
Che il desiderio è più delicato del pretendere, più forte dello sperare, più fantasioso del volere.
Che quando te le immagini quelle cose che desideri non lo fai solo con la testa o il cuore, o qualche organo a scelta, lo fai con tutte quelle molecole e punti e centimetri di te, nessuno escluso.
Tanto che quel desiderio ti sembra di tenerlo in mano, lo hai proprio lì puoi sentirne il peso, accarezzarne la superficie e guardarlo da tutte le angolazioni, che non ne sfugga nessuna.
Che a guardarlo così da vicino sembra un po' come se si fosse già realizzato.
Come se fosse già lì, in carne ed ossa, di fronte a te.
E allora lo riempi di attenzioni, ti ci affezioni, un po' lo proteggi e ascolti come ti fa sentire, finchè non arriva quel qualcosa di reale, che ti fa sentire proprio in quel modo lì senza aver bisogno di essere uguale preciso al desiderio.
Qualcosa che a volte è meglio, talmente meglio che ti accorgi che forse a desiderare non sei così brava e c'è qualcuno che ti conosce più di quanto ti conosci tu.
Qualcuno a cui regalare la forma dei tuoi desideri, così se ne occupa lui, che comunque è più bravo di te perchè per te desidera più di quanto sai fare tu e allora tieniteli tutti i miei desideri, proteggili e colorali, poi me li fai vedere e ti dico cosa ne penso.
Che tanto lo so che visti in due sono più belli.
E forse alla fine desideravo proprio quello.





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