venerdì 30 dicembre 2016

Ciao, ciao 2016.

Ci siamo, è il momento di salutarci, spiegarci, dirci le ultime parole prima che tu prenda la tua strada e io la mia.
Non riponevo speranze in te, non ti ho caricato di responsabilità e questo, su tutto, è quello che hai saputo farmi conoscere.
Mi hai fatto scoprire che le cose accadono, anche quelle che nemmeno la fantasia più fervida saprebbe immaginare e che la responsabilità non bisogna regalarla ad altri, ma prendersela se si vuole camminare invece che star fermi ad aspettare, lamentandosi dei ritardi.
Mi hai fatto paura, 2016, spesso, in modi che non conoscevo e che non volevo conoscere.
Ma è guardandole le paure che si impara a riconoscerle, a capire quali hanno senso e quali, invece, fan ridere, quali posso superare e quali rimarranno lì, nel loro angolo di cuore, forse per sempre.
Ci saranno, ma non sapranno inchiodarmi.
Questo ora lo so.
Siamo stati fermi per sei mesi a guardarci negli occhi senza dire una parola, perchè non si aveva la forza nemmeno di fare quello.
E poi ci siamo alzati e ci siamo messi a camminare, subito mi hai tirato per un braccio e ci siamo messi a correre.
Ho ancora il fiatone, sai 2016, per quella gran corsa, mi tiravi, ma la strada l'ho sempre scelta io senza nemmeno rendermene conto.
Ho imparato a scegliere, a sentire, dove e come voglio stare.
C'è ancora molto da lavorare, lo so, ma è un inizio.
Mi hai preso anche a schiaffi mentre mi dicevi tutto quello che non volevo sentirmi dire, ti ho odiato, ma poi abbiamo fatto pace perchè eri sincero e lo sapevo.
Se dovessi darti un nome, se non ne avessi già uno tuo, ti chiamerei Onestà.
Sei stato onesto e mi hai insegnato a esserlo con me stessa, l'unica persona con cui non lo sono stata mai davvero.
Sei stato duro, crudo, senza maschere.
Sei stato chi eri.
E io, con il tuo esempio, ho imparato ad accettare i miei limiti da persona.
A capirmi.
A scagionarmi.
A perdonarmi.
2016 puoi andare, ti saluto sulla porta con la mano alzata, senza finti abbracci di circostanza.
Onesta come lo sei stato tu.
Come mi hai insegnato a essere.

Nicola Cericola Ph


sabato 3 dicembre 2016

Titolo

Ricomincio a cercare, trovare, scavare.
Ricomincio a sentire e riaccendere le luci.
Ricomincio a scaldarmi le mani vicino a un fuoco che volevo spento.
Ricomincio a riempire spazi vuoti, fogli bianchi, muri ampi.
E se hai dimenticato, ricorderai.
Se non hai capito, comincerai.
Se hai sbagliato, rimedierai.
Se hai sofferto, guarirai.
Se hai sognato, continuerai.
L'anestesia totale che mi serviva per riprendere il respiro è finita.
Ora con qualche passo scoordinato e i pensieri intorpiditi, si torna ad ascoltare.
Sè.


 

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