giovedì 20 aprile 2017

Se avessi

Se avessi una figlia vorrei saperle insegnare a ridere, ridere tanto.
Spesso, che tanto non è mai troppo.
E a piangere, anche. Tutte le volte che le viene.
Perchè piangere è come ridere.
Si può fare. Si può fare davanti tutti, anche nei posti più sconvenienti.

Vorrei insegnarle a dire quello che pensa, sempre.
E a considerare, prima, se quelle cose che crede di pensare le pensa davvero.
Perchè la parole sono sassi e non possono tornare indietro.

Vorrei insegnarle il saper custodire quello che vale.
E lasciare andare quello che non fa per lei.
Senza quell'accanimento al possesso tipico degli esseri umani.

Vorrei insegnarle a ballare, cantare ovunque, ogni volta che le va.
Senza necessariamente saperlo fare.
Ad ascoltare musica anche molto alta.
E a non ascoltarmi quando le dirò di abbassare che diventerà sorda di sicuro.

Vorrei insegnarle a guardare il mondo sapendolo vedere, da tutti i punti di vista possibili.
Fuori dallo zerbino di casa quanto dall'altra parte del globo.

Vorrei insegnarle ad avere paura, perchè l'avrà.
Ma a saperla guardare negli occhi sapendo andare avanti.

Vorrei insegnarle a sostenere le sue ragioni non con il volume della voce, ma con gli argomenti.
Senza imporle agli altri.

Vorrei insegnarle a credere, desiderare e cercare continuamente, senza però forzare i tempi cercando di incastrare i tasselli lì dove non vanno.
O dove non devono andare ora.

Vorrei insegnarle a fidarsi della vita, che spesso sa molto più di noi.

Vorrei insegnarle che non conta meno degli altri.
Nemmeno quando glielo faranno credere.
E che non è superiore a nessuno.
Nemmeno quando ne sarà convinta.

Vorrei insegnarle che non avrà bisogno di nessuno, me compresa, per stare in piedi.
Ma che non sarà mai sola se non vorrà.

Vorrei insegnarle la leggerezza, quella che per molto io ho avuto poco, quella che viene dal perdonare gli eventi. la vita, te stessa.

Vorrei insegnarle a essere chi è, senza seguire i passi di altri, che ispirarsi ed emulare non sono la stessa cosa.

E vorrei farle sapere che il tempo esiste, ma non si misura in durata. Si scandisce in valore.
Ed è eterno se fatto di momenti che contano.

Vorrei saper insegnare a mia figlia, se ne avrò una, quello che so.
Quello che ho sbagliato.
E tutto quello che sto imparando ancora.






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